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«Se il mondo cambia, La Fenice cambia, perché il teatro è vita». La rivoluzione di Ortombina | VIDEO

Il Sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia racconta il work in progress, «che farà dei limiti del Covid elementi per spettacoli con originali varianti drammaturgiche e poetiche»

 

«Come la prua di un grande vascello, l'ossatura di un galeone o di un'arca in cui gli spettatori troveranno posto sul ponte di prua». Work in progress a La Fenice di Venezia, «perchè se il mondo cambia, il Teatro cambia, perché il Teatro è vita».

Tra le sale più belle al mondo

Cosa stia accadendo alla platea del Teatro La Fenice di Venezia, dove sono già scomparse le poltrone, alla fossa dell'orchestra e al palcoscenico della struttura, in cui si trovano all'opera operatori e tecnici in questi giorni, lo ha spiegato il sovrintendente della Fenice di Venezia Fortunato Ortombina, ideatore di un nuovo progetto per fare dei limiti, imposti dalle regole di sicurezza del Covid, elementi per spettacoli teatrali dal volto nuovo, «espedienti per ideare varianti drammaturgiche e poetiche. Il palcoscenico della Fenice è lo spazio più grande che c'è a Venezia - dice Ortombina - secondo solo al salone del Gran Consiglio del palazzo Ducale. In questo spazio, al posto delle scenografie, andranno a finire pubblico e musicisti per dare il maggior respiro possibile alla sala come se il teatro avesse un cortile».

Nuove prospettive

L'installazione permanente passerà sopra la fossa d'orchestra e arriverà fino in fondo al palcoscenico, creando tra platea, fossa d'orchestra e palcoscenico, una unica grande distesa. Gli spettatori vedranno lo spettacolo svolgersi al centro, con attorno la sala della Fenice. «La cosa più bella normalmente - spiega Ortombina - la vede il cantante, non lo spettatore. Con questa rivoluzione offriamo una nuova opportunità al pubblico, quella di godere di una visuale secondo la prospettiva del cantante. Lo streaming, che pur abbiamo attuato e potenziato, non è neanche un succedaneo dello spettacolo dal vivo - dice il sovrintendente - Lo spettacolo dal vivo è la vita».

La capienza

Il progetto verrà realizzato dalle maestranze della Fenice, dai suoi laboratori e dai suoi tecnici. Rispetto ai 1.100 posti di capienza del Teatro, si potranno accogliere fino a 350 spettatori in tutta sicurezza. Gli ingressi dovranno essere contingentati, accederanno alla sala 30 persone per volta, accolte secondo tutte le regole: dopo la misurazione della temperatura verranno accompagnate nei palchi, dove prenderanno posto, fino a quattro persone in ognuno, se appartenenti a uno stesso nucleo familiare, due in caso contrario. Bisognerà arrivare a teatro per tempo, almeno un’ora prima, a partire dagli spettatori del quinto ordine di palchi. Un rituale, che farà parte dello spettacolo, così come vedere entrare in sala gli interpreti. Prima della riapertura al pubblico una presentazione verrà trasmessa in streaming.

La programmazione

«Una stagione magnifica con 21 titoli da agosto in avanti, con la Aida, la Traviata, il Trovatore, ora con il distanziamento sociale anche tra i musicisti sarà un pò più arduo. Ma la ripartenza della città di Venezia riguarda tutti - dice Ortombina -. Noi che abbiamo avuto un sostegno dal governo dobbiamo rinascere per la città. L'incongnita è il pubblico, non sappiamo quanto ce ne sarà - commenta - Io continuo a vedere due Venezie, quella dei fine settimana e quella ordinaria vuota, con negozi ed esercizi che hanno ceduto il passo già nei mesi scorsi per le difficoltà. Dare il nostro contributo alla ripartenza, seppur graduale, è un dovere».

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