Contro la messa all'asta dei negozi di San Marco: «Vanno tutelati dall'assalto delle multinazionali»

Andreuzza (Lega) ha presentato un emendamento al governo e propone una proroga delle concessioni attuali. L'obiettivo è escludere le attività storiche dalla lista delle aree demaniali da mettere a bando

C'è un emendamento della Lega che chiede una proroga per le concessioni a bando degli stabili di piazza San Marco già dal 2020, così da «salvare attività importanti che hanno fatto la storia di Venezia». Questo perché, dice la deputata Giorgia Andreuzza, c'è il rischio che gli esercizi commerciali della piazza possano «finire in mano a multinazionali disposte a pagare cifre astronomiche» che non sono alla portata dei commercianti locali.

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La proroga, spiega Andreuzza, «concederebbe il tempo allo Stato per intervenire con l’Europa» per salvaguardare alcune specifiche aree demaniali e non farle rientrare tra quelle poste a bando europeo, proprio in virtù della loro unicità. «Il governo prenda esempio dalla Francia - conclude la deputata - che ha tutelato le attività storiche proprio perché rappresentano un patrimonio culturale inestimabile. È impensabile che i nostri caffè storici, le botteghe ed i negozi di artigianato locale spariscano e vengano sostitute con qualche fast food internazionale».

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