Firma per la questura di Marghera: svolta per la sicurezza, tutti gli uffici riuniti

Il capo della polizia Gabrielli a Venezia. Primo passo per la realizzazione della nuova struttura, che ospiterà anche i commissariati e lo sportello immigrazione della prefettura

Una nuova questura a Marghera per servizi più efficaci, condizioni migliori per i poliziotti e un'organizzazione più efficiente: il che, tra l'altro, consentirà di spostare una parte degli agenti "sulla strada", come ha spiegato il capo della polizia, Franco Gabrielli, aggiungendo che «la percezione di insicurezza passa anche attraverso la poca presenza fisica dei nostri operatori sul territorio».

Un polo unico

Mercoledì sera, alla prefettura di Venezia, Gabrielli ha firmato il "protocollo d'intesa per la razionalizzazione e riallocazione della questura nel territorio di Venezia" tramite scambio con cessione di beni demaniali. In pratica, una volta ultimato l'immobile, la polizia di Stato vi trasferirà la sede distaccata della questura di via Nicolodi a Marghera, il commissariato di via Cosenz (immobile in comodato d'uso dal Comune di Venezia) e quello di via Ca' Rossa a Mestre (ora in locazione passiva dalla Città metropolitana di Venezia). In più nella nuova struttura troveranno spazio gli uffici immigrazione della prefettura, che ora si trovano nella sede di Ca' Corner, e lo sportello unico immigrazione di via Mameli a Marghera: è il primo caso in Italia e permetterà una gestione più veloce ed efficace della materia.

Scambio di beni

Il Comune di Venezia cede al Demanio statale l'area che ospitava la ex scuola Monteverdi e in cambio ottiene un fabbricato in corte Gregolina a Venezia utilizzato dalla polizia di Stato (previo accertamento di un eventuale interesse culturale della struttura) e un immobile in riviera San Nicolò al Lido. Sui tempi di realizzazione della nuova questura non ci sono ancora date certe, ma il sindaco Luigi Brugnaro ha spiegato che «nel giro di due o tre anni dovrebbero almeno partire i lavori».

Focus sicurezza

Presenti al momento della firma anche il prefetto Vittorio Zappalorto  e il direttore regionale del Demanio, Dario Di Girolamo. Zappalorto ha spiegato che si tratta del «primo passo di un progetto di cui si parlava dagli anni Sessanta: portare la questura in terraferma significa liberare l'operatività sacrificata dal fatto che le volanti stanno a Santa Chiara. Sulla sicurezza si gioca anche lo sviluppo di un territorio, perché è uno dei fattori strategici che le grandi società prendono in considerazione prima di insediarsi». Brugnaro ha ricordato la «sintonia con il ministro Salvini in questo progetto» e il «mandato che abbiamo ricevuto di ripulire il territorio da chi danneggia e disturba. In particolare l'area dietro alla stazione, dove c'era una struttura che ospitava malavitosi. Il Comune ha sostenuto le spese di abbattimento, la Città metropolitana paga i costi di progettazione e il ministero si fa garante dell'operazione. È un'indicazione chiara alla città, lo Stato c'è».

Infine Gabrielli, in riferimento all'attentato di Strasburgo, ha riferito: «Oggi è una giornata di mestizia, perché l'Europa si risveglia e ancora una volta si trova sotto attacco. Un nostro connazionale sta combattendo una battaglia disperata per vivere. Tutto questo sottolinea l'importanza del tema della sicurezza e dà una valenza e particolare alla firma di oggi».

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