Al ministro Centinaio la tassa di sbarco non piace: «Inutile e dannosa»

Parere negativo del ministro leghista alle Politiche agricole sulle delibere licenziate ieri dalla giunta veneziana. Zaia e Confcommercio, invece, approvano

«Provvedimento inutile e dannoso, vogliamo diventare un paese turistarepellente?». Con questo tweet il ministro leghista Gian Marco Centinaio commenta la proposta di delibera sul regolamento per l'istituzione e la disciplina del contributo di accesso a Venezia presentata ieri dal sindaco Luigi Brugnaro e già approvata dalla giunta. Sono previsti 6 euro per l'ingresso nei giorni ordinari, 8 in quelli da bollino rosso e 10 da bollino nero, ma fino al 31 dicembre la quota sarà di 3 euro per tutti. Dal 2022, poi, si prevede un sistema di prenotazione per l'accesso alla città.

Di tutt'altro parere il governatore del Veneto Luca Zaia, il quale anzi ha ringraziato Brugnaro per aver «confermato l’attenzione per i veneti. Noi siamo a disposizione, è una partita che assolutamente mi vede al fianco del sindaco di Venezia. Per me era fondamentale che i veneti, come ha ora ribadito anche Brugnaro, fossero esonerati da questa tassa, perché visitare Venezia non è solo visitare la città che è patrimonio dell’umanità, un museo a cielo aperto e un valore mondiale, ma è anche il capoluogo della nostra regione e simbolo della storia del Veneto».

Parere positivo anche da parte di Confcommercio. Il presidente provinciale Massimo Zanon aveva incontrato l'amministrazione nelle scorse settimane e ha espresso apprezzamento per il fatto che «il contributo di accesso non graverà sugli operatori della nostra categoria e sui loro clienti, che provengono da ogni parte del Veneto». E ha aggiunto: «Auspichiamo ora che le verifiche tecniche annunciate dal sindaco possano effettivamente portare all’esenzione per i pullman granturismo che già pagano la tassa d’ingresso in città. Questa esenzione dovrebbe peraltro essere estesa ai visitatori che soggiornano nelle strutture ricettive del litorale e vengono trascorrere una o più giornate a Venezia, per non compromettere la competitività delle imprese che operano nel settore turistico balneare. Ciò non toglie che, eventualmente, si possa anche ritoccare l’entità della tassa d’ingresso a cui far corrispondere l’acquisto di servizi, ad esempio il biglietto di un museo, di modo da incentivare la buona frequentazione della città da parte del turismo più responsabile disincentivando quello mordi e fuggi».

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