La Regione cambia le schede ospedaliere: Venezia e Chioggia presidi "Spoke"

La bozza con le correzioni presentata martedì in quinta commissione del Consiglio veneto

Foto: ospedale, archivio

La Regione mette mano alle schede ospedaliere e porta la bozza con le correzioni in Consiglio regionale. È l'assessore alla Sanità del Veneto, Manuela Lanzarin, affiancata dal direttore regionale Domenico Mantoan, ad aver presentato martedì alla quinta commissione del Consiglio regionale il documento contenente le proposte di modifica, che verrà formalizzato mercoledì. Il ruolo di presidi di "Spoke", cioè nosocomi di primo ordine, torna a essere attribuito a Venezia e Chioggia. Ripristinate inoltre una decina di apicalità nelle varie Ulss.

Venezia

Il Civile di Venezia, come confermato da un disegno di legge della giunta regionale, dovrebbe tornare a fregiarsi della qualifica di presidio ospedaliero di primo livello. Secondo la modifica del piano sociosanitario 2019-2023: «L’ospedale del centro storico di Venezia è classificato come presidio di primo livello, tenuto conto che il bacino d’utenza di afferenza dell’ospedale è comprensivo, oltre che della popolazione del territorio insulare, anche della forte presenza turistica e della mobilità urbana giornaliera, e considerate le peculiari e disagiate condizioni geomorfologiche e insulari, in conformità all’articolo 15, comma 3, dello Statuto del Veneto».

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La rete ospedaliera

Nel decreto ministeriale del 2015 vengono definiti tre tipi di presidi: ospedalieri di base (bacino di utenza 80.000-150.000 abitanti), dotati di Pronto Soccorso e di Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Presidi ospedalieri di primo livello (bacino di utenza 150.000-300.000 abitanti), e presidi ospedalieri di secondo livello (bacino di utenza 600.000-1.200.000 abitanti), dotati di strutture che attengono anche alle discipline più complesse. Nel decreto si esplicitano alcune soglie minime di volume di attività, le modalità di integrazione fra ospedali, e si dà il compito alla Regione di ridefinire la rete ospedaliera. Proprio in relazione al decreto ministeriale la giunta ha approvato le Schede. 

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