Approvato in giunta il rifacimento della struttura di ormeggio agli Alberoni

Investimento di 300 mila euro che si inserisce all'interno del più vasto programma per la creazione di stazi per lasciare in apposite aree di sosta la propria imbarcazione

Struttura ormeggio progetto

Martedì approvato in giunta il progetto definitivo per il ripristino della struttura di protezione e di ormeggio agli Alberoni, al Lido, stanziando un finanziamento di 300 mila euro per il suo rifacimento. L'opera si inserisce all'interno del più vasto programma, già approvato dal Consiglio comunale per la creazione di stazi dedicati che permetteranno, a chi frequenta la laguna, di lasciare in apposite aree di sosta la propria imbarcazione.

La struttura

L'intervento permette di proteggere lo spazio acqueo antistante esposto a venti di Bora e di Scirocco e soggetto a importanti onde vista la vicinanza alla bocca di porto degli Alberoni. Il frangionde, simile ad altri già presenti in laguna come quelli nelle vicinanze del Tronchetto, della Misericordia, di Quintavalle, sarà composto da elementi basculanti utilizzabili anche come passerella di sbarco e da una barriera fissa dando protezione a una struttura di ormeggio con 25 posti barca garantiti.

Il degrado

«Lo scorso anno – commenta l’assessore ai Lavori Pubblici Francesca Zaccariotto – a causa dell’avanzato stato di degrado in cui versava la struttura di ormeggio, abbiamo dovuto demolirla. Completata tutta la fase progettuale siamo ora pronti, una volta espletate le procedure di gara, ad iniziare i lavori che avranno una durata di circa tre mesi. Nello specifico la struttura si trova in corrispondenza della curva della via degli Alberoni che dal fronte laguna va verso l’interno dell’isola, in direzione sud, e dove prosegue, diramandosi, verso gli stabilimenti balneari e il pontile d’approdo del ferryboat».

La composizione

«La soluzione progettuale scelta – aggiunge il presidente di Insula Nicola Picco - prevede l’utilizzo di elementi prefabbricati galleggianti con funzione di frangionde e utilizzabili anche come percorso di sbarco a terra agevolato, indipendentemente dalla quota di marea, mediante una passerella basculante poggiante sul modulo e vincolata a terra su di un piccolo pontile fisso, realizzato su pali e traversi in materiale sintetico, materiale riciclato eterogeneo al 100%, piano di calpestio e parapetto in legno. Per dare continuità all’azione di protezione è inoltre prevista la realizzazione di una barriera frangionde fissa, con l’infissione di pali a sostegno di un pannello in tavolame, in corrispondenza della passerella, poiché quel segmento non rimarrebbe altrimenti protetto dall’esposizione al moto ondoso dovuto al vento di Bora e dalle onde dei natanti che navigano in direzione delle bocche di porto. Proprio per la sua composizione in moduli – conclude Picco - il sistema scelto presenta un alto grado di reversibilità e riutilizzo qualora le necessità o le condizioni dovessero per qualsiasi motivo cambiare».

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