La Regione progetta, Rfi finanzia: addio ai passaggi a livello a Chioggia e Pramaggiore

L'accordo fa seguito a quello di luglio 2107. Saranno investiti 30 milioni di euro

Immagine d'archivio

Regione del Veneto e Rete ferroviaria italiana hanno sottoscritto un protocollo d’Intesa per la soppressione di 50 passaggi a livello attraverso la
realizzazione di interventi di carattere meramente viabilistico, senza alcuna opera sostitutiva. Saranno tre, nello specifico, gli interventi di rimozione previsti nell'area veneziana: sulla tratta ferroviaria Rovigo-Chioggia a Chioggia (km 44+415,  49+493 e 54+684), mentre sulla Treviso-Portogruaro a Pramaggiore (km 44+662).

L'accordo

L’accordo prevede che la Regione del Veneto effettui la progettazione e la realizzazione degli interventi, mentre Rfi si impegna a finanziare integralmente i costi sia della predisposizione dei progetti sia dell’attuazione dei lavori, per un importo complessivo di 30 milioni di euro. «Con queste risorse - spiega l’assessore regionale alle infrastrutture e ai trasporti, Elisa De Berti - puntiamo a rimuovere alcuni punti critici intervenendo sulla viabilità stradale esistente, ottenendo anche notevoli benefici sulla regolarità del servizio ferroviario».

L’accordo deriva dal Protocollo d’Intesa firmato a luglio dello scorso anno, con il quale si definì il programma di soppressione di passaggi a livello sull’intero territorio Veneto. In quell’occasione vennero stanziati 117,6 milioni di euro complessivi, dei quali 45,6 a carico della nostra Regione. L’attuazione degli interventi previsti dal protocollo di luglio 2017 è in corso: la Regione ha già predisposto una serie di progetti e li ha consegnati a Rfi che si sta accingendo a dare il via ai relativi lavori. «È emersa nel frattempo l’opportunità - precisa De Berti - al fine di accelerare il più possibile l’azione complessiva, di concentrare l’attenzione verso quei punti di intersezione 'a raso' tra binari e strada la cui eliminazione risulta progettualmente più semplice ed economicamente meno impegnativa, massimizzando in tal modo il numero degli interventi attraverso la limitazione, per quanto possibile, delle più costose opere sostitutive, come i sottopassi o i cavalcavia».

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