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«Espropriati della piazza, la rivogliamo per viverla»

L'appello del comitato per il ritorno a San Marco che chiede, attraverso iniziative come il gioco, di rivedere le regole di utilizzo del cuore della città, centro della socialità, superando il decreto Maroni contro il rischio di attentati

 

Parte dalla riunione del comitato per il ritorno a piazza San Marco, giovedì sera in Scoleta dei Calegheri a San Tomà, la lista delle iniziative per «riappropriarsi» del cuore della città: il gioco, il canto, la musica, il teatro, il liston (passeggiata), la scienza, l'arte, e la politica. Tutto ciò che esalta le relazioni. La richiesta è quella di superare il decreto Maroni per gestione della sicurezza e «rivedere la possibilità di utilizzo della piazza per manifestazioni sociali che non siano per forza commerciali, cioè soggette al pagamento di biglietti - dice Giovanni Leone, portavoce del comitato -. Le norme per la gestione di questo spazio sono quelle del Regolamento di polizia e sicurezza urbana e questo nega la qualità della vita veneziana. Ci siamo resi conto, dall'impossibilità di concludere la manifestazione contro le grandi navi a piazza San Marco, l'8 giugno scorso, che siamo stati espropriati - dice -. La piazza non è più della vita civica. Ma il tessuto veneziano resta vivo se è tenuto insieme dalla socialità, dalle relazioni e dalle tradizioni. Vogliamo - conclude - tornare a indossare piazza San Marco come un abito».

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