La Casa famiglia ha una marcia in più per dare aiuto nelle situazioni difficili

Il Rotary aiuta la San Pio X nel restauro di un alloggio per una famiglia in difficoltà e nella realizzazione di un centro per l'infanzia

Un appartamento da sistemare, arredare e assegnare a una famiglia in difficoltà a Mestre. Ma anche un nuovo centro per l'infanzia da aprire, e luoghi per le visite protette tra padre e figlio da creare. Il Rotary Venezia Mestre è in prima fila, avendo deciso di aiutare la Casa famiglia San Pio X a concretizzare i suoi obiettivi sul territorio.

Disagio

Il presidente Claudio Scarpa e i soci del club Rotary hanno ricevuto, nella sede all’hotel Bologna di Mestre, Roberto Scarpa e Renata Allacevich, presidente e responsabile di Casa famiglia, una realtà che si prende cura di mamme sole e dei loro figli e in generale delle persone più deboli. «Esiste un problema di povertà generale diffuso anche nella nostra città – ha commentato Scarpa -. Quest’anno abbiamo sostenuto il centro don Vecchi, per aiutare i padri divorziati che non possono vedere i loro figli perché non hanno il luogo adatto a ospitarli. Ora concludiamo l’anno sociale aiutando Casa famiglia a dare una possibilità a mamme e famiglie che vivono una situazione di particolare disagio».    

Casa famiglia

Casa famiglia San Pio X è un’istituzione che ha più di un secolo: è nata nel 1910, anno in cui ha iniziato a ospitare mamme e bambini alla Giudecca. Negli anni le storie delle donne sono diventate sempre più drammatiche. Gestita dalle suore fino agli anni 90, oggi è governata da una quindicina di persone laiche, chiamate “i familiari”. «Le donne che arrivano sono sempre più giovani, sempre più devastate, le loro storie sono terribili. Molte di loro hanno avuto in casa il “mostro” da cui ora fuggono - commenta Scarpa». Alla Giudecca le ospiti (spesso minorenni) trovano, oltre ai familiari e persone amiche che le aiutano a trovare una quotidianità, anche assistenti sociali, educatori e psicologi. Da lì partono per ricostruire la loro vita insieme ai loro figli.

Difficoltà dei servizi

«Fino al 2008 le nostre ospiti uscivano da Casa famiglia con un lavoro dignitoso e una casa in affitto – racconta Allacevich -. Oggi è più difficile, a causa della crisi e delle difficoltà dei servizi sociali che hanno sempre meno disponibilità». Nonostante tutto, Casa famiglia è riuscita a lanciare il progetto “Nido di Elena”, creando un appartamento dove possono vivere due nuclei con bambini, in semi-autonomia, e poi altri mini-appartamenti in città, per accogliere sempre più coppie in un percorso verso l’indipendenza. E a questo vuole contribuire il Rotary Venezia Mestre, che con la sua donazione aiuterà Casa famiglia San Pio X a garantire un nuovo alloggio a una famiglia in difficoltà.

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