Ipab: operatori e dipendenti a braccia incrociate, manifestazione Cisl in vaporetto

Sciopero dei lavoratori delle case di riposo martedì: «Sono 18 anni che la Regione deve recepire la legge sulla trasformazione degli istituti in strutture pubbliche. Le tariffe sono insostenibili»

Sciopero in vaporetto degli addetti Ipab martedì. A guidare la contestazione acquea e l'altro corteo via terra della manifestazione per le strade di Venezia, fino alla sede del Consiglio regionale, a palazzo Ferro Fini, il sindacato Cisl, insieme ai pensionati. «Sono 18 anni che la Regione deve recepire la legge dello Stato sulla trasformazione degli istituti e case di riposo in aziende pubbliche di servizi alla persona. Diciotto anni in cui, invece, ha favorito il libero mercato. Il risultato è ora che la quota alberghiera delle tariffe è diventata insostenibile per le famiglie».

Fascia al braccio

«Dopo tante promesse, tante dichiarazioni, cinque progetti di legge messi nel cassetto, ora vogliamo i fatti - dichiara Marj Pallaro, segretaria regionale della Funzione Pubblica Cisl -. E per ottenerli la Cisl fa salire la pressione nei palazzi della Regione, in particolare Ferro Fini, proclamando lo sciopero generale regionale dei 10.000 lavoratori dipendenti degli oltre 100 Ipab - Case di Riposo venete. La giornata scelta è quella di martedì (così nessuno può parlare di sciopero per fare ponte), per l’intero turno di lavoro. I lavoratori che devono garantire il servizio porteranno una fascia al braccio per dichiarare la loro adesione ideale allo sciopero».

La riforma

Alla manifestazione arrivata fino ai giardinetti di San Marco hanno partecipato anche delegazioni di pensionati della Cisl provenienti da tutto il Veneto. «Sono 18 anni che la Regione deve recepire la legge dello Stato sulla trasformazione degli istituti e case di riposo in aziende pubbliche di servizi alla persona - spiega la segretaria regionale Cisl Vanna Giantin. Diciotto anni in cui, invece, ha favorito il libero mercato. Il risultato è ora che la quota alberghiera delle tariffe è diventata insostenibile per le famiglie, ed è in aumento il numero dei “letti freddi”, cioè i posti vuoti all'interno delle strutture».

Autonomia regionale

 «Questa legge di riforma è stata bloccata in Commissione – dice Gianfranco Refosco, segretario generale Cisl Veneto – che è ambito di esercizio effettivo e responsabile delle prerogative disponibili, specie su temi di grande rilevanza sociale. È una questione di coerenza tra il dire e il fare: abbiamo fatto un referendum per poter decidere più cose in Veneto e continuiamo ad amministrare il nostro patrimonio storico della solidarietà sociale con le norme di Re Umberto Primo e di Francesco Crispi».

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