A Castello vince la solidarietà, sospeso lo "sfratto" della 94enne

La lettera al prefetto e la pronuncia del tribunale di Venezia. Il Gruppo25Aprile si era stretto attorno all'anziana di calle dei Greci. I consiglieri del Gruppo Misto avevano cercato un'alternativa

Potrà festeggiare a casa sua il 94esimo compleanno, il 4 giugno prossimo, l'anziana di Castello "sfrattata da casa sua". Dopo aver perso l'immobile finito all'asta a causa di spese lievitate e cause legali, oltre a pagare una costosa un'indennità di occupazione all'attuale proprietario, era stata condannata a restituire l'abitazione. La sua storia non è passata inosservata. Il Gruppo25Aprile si è stretto attorno alla donna e alla figlia, che avrebbero ricevuto la visita dell'ufficiale giudiziario in calle dei Greci giovedì 15 maggio, e ha promesso battaglia con l'occupazione simbolica della calle e della scalinata di accesso all'appartamento. Nel frattempo il caso è finito sul tavolo della prefettura, accompagnato da una lettera del gruppo, e poi al tribunale di Venezia, che ha deciso di sospendere l'azione della forza pubblica. 

Una città che fa quadrato

Ha cantato vittoria e di conseguenza annunciato la sospensione della mobilitazione organizzata per giovedì, il comitato che da anni è in prima linea sulla questione dell'abitare e vivere a Venezia. «Una vicenda che ha ricordato quella dell'ospedale Civile Santi Giovanni e Paolo della città lagunare - ha commentato il portavoce del Gruppo25Aprile Marco Gasparinetti -, questa è una città che fa quadrato e vince, anche se in questo caso un quadrato più piccolo. Abbiamo chiesto alle istituzioni di considerare la situazione dal punto di vista umano, di usare il cuore, non solo la ragione e la legge. L'umanità ha prevalso».

La lettera

«Questa vicenda  - si legge nella lettera inviata dal gruppo al prefetto Vittorio Zappalorto - vede contrapposte le ragioni puramente economiche di una società immobiliare e le ragioni del cuore di una persona anziana e indifesa che si vorrebbe prelevare con la forza dall’appartamento in cui ha vissuto per più di 30 anni. [...] Quale pregiudizio irreparabile potrebbe mai arrecare un rinvio di questo "sfratto", e quale pregiudizio irreparabile potrebbe invece portare lo sradicamento brutale di una persona che il 4 giugno compirà 94 anni e ha passato gli ultimi 37 in quell’appartamento? Questa è la domanda centrale a cui Le chiediamo rispettosamente di rispondere, prima di autorizzare l’utilizzo della forza pubblica e determinarne le modalità operative». Il cuore, per ora, ha vinto.

I consiglieri

Portata anche in Comune la vicenda, dove i consiglieri del Gruppo Misto, Ottavio Serena e Renzo Scarpa, si erano mossi cercando una soluzione alternativa allo sloggio della signora e della figlia, preso atto delle condizioni fisiche che rischiavano di precipitare a seguito di un trasporto forzato.
«Si è provveduto a ricevere a Ca’ Farsetti la figlia dell’anziana già la scorsa settimana - scrivono i consiglieri - per cercare di capire la complessità del problema e quale poteva essere l’azione di sostegno alle due donne e dare i possibili suggerimenti anche al fine di attivare gli enti competenti. È stato contattato anche il legale di parte per alcuni chiarimenti tecnici. Si è ritenuto opportuno trasmettere tutti gli atti ricevuti alla procura della Repubblica riservandosi di svolgere alcune verifiche interne al Comune».

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