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Short film festival, i cortometraggi che raccontano il mondo | VIDEO

Iniziato il festival organizzato dagli studenti di Ca' Foscari. Mercoledì la presentazione dei primi sei corti in concorso e l’incontro con il cineasta francese Patrice Leconte

 

La nona edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival è iniziata mercoledì 20 marzo con il programma speciale Young Filmmakers at Ca’ Foscari, dedicato alle produzioni degli studenti e in particolare dei partecipanti al Master in Fine Arts in Filmmaking. Altro progetto speciale è quello portato dagli studenti della Filmuniversity Babelsberg “Konrad Wolf”, la più antica accademia cinematografica tedesca, con cinque corti animati.

Il festival degli studenti

A chiudere il primo pomeriggio di festival, prima dell’inaugurazione ufficiale, il focus dedicato alla regista indiana Maaria Sayed e curato da Cecilia Cossio. Sicuramente una degli ospiti di spicco di questa edizione della manifestazione, Sayed è stata selezionata tra i 24 migliori cineasti asiatici per far parte dell’Asian Film Academy nel 2016, e ha presentato a Venezia i suoi corti di maggior successo. Ha poi avuto luogo la cerimonia di apertura con il prorettore alle attività culturali di Ca’ Foscari Flavio Gregori e il direttore artistico e organizzativo Roberta Novielli. Hanno sottolineato la crescita dello “short” negli anni e la grande importanza di una manifestazione culturale che concentra l'attenzione sui giovani dal punto di vista artistico e professionale, con i registi del concorso internazionale e i tanti volontari cafoscarini che sono la linfa vitale della macchina organizzativa del festival.

Il concorso

Momento clou della prima giornata è stata la presentazione dei primi sei cortometraggi del concorso internazionale, dedicato a opere realizzate da studenti delle scuole di cinema e università di tutto il mondo. Reviver, animazione israeliana in stop motion di Shalev Ben Elya e Renen Adar, vede protagonista un topolino e uno strano macchinario che danno vita a una sorta di parabola sul ciclo della vita. The Trip dello slovacco Daniel Rihák, racconta di una romantica gita in montagna che si trasforme in una lotta per la sopravvivenza, mentre il messicano San Miguel di Cris Gris, offre una profonda riflessione sulla fede attraverso la storia di una giovane bambina devota alle prese con la madre in lutto. Dalla Malesia viene invece Chan Teik Quan che con Weeping Birds racconta, con delicata ironia, di un’anziana coppia che pianifica la propria vita insieme dopo la morte. In Bifurcation point, del russo Leonid Gardash, uno scherzo innocente diventa il personale “punto di biforcazione” dei due protagonisti, portando a conseguenze inaspettate e nefaste. Infine il primo corto italiano in gara – ma prodotto in Francia – Rosso: la vera storia falsa del pescatore Clemente di Antonio Messana, una delle numerose opere che quest’anno affrontano il tema dell’immigrazione, in questo caso attraverso la storia di un anziano pescatore siciliano che trova il corpo senza vita di un migrante in mare e si troverà di fronte a difficili scelte etiche e morali.

A fine giornata, uno dei momenti più attesi di questa edizione, ovvero l’incontro con il cineasta francese Patrice Leconte, protagonista di una lunga intervista a opera di Gabrielle Gamberini, vicedirettrice dell’Alliance Française di Venezia.

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