"Mose, fase di stallo: le imprese coinvolte scrivono una lettera di accuse all'Anac"

Le aziende avrebbero inviato la missiva anche al ministero delle Infrastrutture e al prefetto di Roma. Focus anche sulle perplessità relative al funzionamento dell'opera

Mose fermo e cantieri inoperosi. Come riporta la Nuova Venezia, le aziende coinvolte nella realizzazione dell'opera avrebbero inviato una lettera di accuse all'Anac, diretta al presidente Raffaele Cantone, al ministero delle Infrastrutture e anche al prefetto di Roma. Una missiva che porterebbe la firma dei rapresentanti delle varie imprese: Consorzio Venezia Nuova, Mantovani, Condotte e Grandi Lavori Fincosit. Oltre a tutti gli altri soci.

Sulla fase di stallo

La lettera denuncerebbe una fase di effettivo stallo oltre ai problemi economici nei quali verterebbero ora le imprese coinvolte nella realizzazione del sistema di dighe. Tra le righe si leggerebbe anche la perplessità circa il funzionamento dell'opera, dal momento che i problemi di progettazioni, i ritardi e i vari errori costituiscono di certo degli intoppi da non sottovalutare. Il Mose avrebbe dovuto essere consegnato nel 2007 per un costo di 1 miliardo e mezzo e che invece allo stato attuale potrebbe - ma il forse e d'obbligo - essere portato a termine entro la fine del 2021 per un costo quasi quintuplicato, attorno ai 7 miliardi di euro.

Mancate consultazioni con le aziende

Tra i vari punti presi in considerazione nella lettera ci sarebbero la mancata consultazione dei commissari straordinari con le varie imprese circa questioni di tipo economico e tecnico, circostanza che avrebbe dato origine a dei contenziosi non risolti. Ancora, le aziende lamenterebbero l'affidamento di lavoro a imprese terze senza gara, con relativi aumenti dei costi di gestione, oltre alla sospensione dei pagamenti, utilizzando le risorse disponibili per pagare altri fornitori.

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Fine dei lavori?

I soci, dopo 4 anni nei quali hanno dovuto affrontare anche contestazioni giudiziarie vogliono ripartire con i lavori. Ma il quadro che si prospetta non è roseo, visti anche i presunti conflitti con il provveditore alle opere pubbliche Roberto Linetti e i commissari Anac Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola. Proprio questi ultimi avevano sottolineato che per portare a termine l'opera sarebbe stata necessaria la presa di responsabilità di tutte le istituzioni, comprese le imprese, che dopo quattro anni molto accidentati e problemi accertati, non sembrano volersi assumere responsabilità di sorta.

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