Un tavolo per gli alloggi pubblici a Venezia, Ater: «Da 20 a 30 mila l'Isee per gli assegnatari»

Regione: «Preservare la residenzialità, fermare l’esodo, tutelare i più fragili». Ater: «Già pronte proposte per interventi strutturali di manutenzione, recupero e assegnazione delle case»

Foto: Venezia, panoramica

La Regione Veneto ha istituito un tavolo tecnico di studio e confronto per l’edilizia pubblica residenziale a Venezia, in particolare nel centro storico e nelle isole, che dovrebbe partire a giorni e rimanere insediato per alcuni mesi, al fine di arrivare entro fine anno a un piano di recupero, manutenzione e assegnazione delle case popolari ai cittadini in città. 

La riforma delle Ater

Il tavolo regionale, voluto dall’assessore regionale al Sociale Emanula Lanzarin, è stato istituito per affrontare la particolare complessità delle problematiche abitative e della residenzialità nel contesto veneziano, in particolare nell’applicazione della riforma regionale delle Ater e dell’edilizia sociale in vigore dal 2018. Compito del nuovo organismo di confronto e approfondimento, che avrà un orizzonte temporale di 4-5 mesi, sarà quello di individuare soluzioni specifiche per la realtà veneziana, in linea con la legislazione speciale per Venezia varata dallo Stato, indicando anche eventuali deroghe alla legge regionale, vigente sugli alloggi di edilizia pubblica, al fine di preservare la residenzialità, fermare l’esodo verso la terraferma e tutelare le categorie più fragili.

Componenti

Ne faranno parte il responsabile della direzione Infrastrutture Trasporti e Logistica della Regione, in veste di coordinatore, il responsabile dell’unità operativa regionale per l’edilizia, il direttore dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon, un esperto regionale in materia di pianificazione territoriale e paesaggistica, due dirigenti del Comune di Venezia con competenze in materia di edilizia pubblica residenziale, e rappresentanti dell’Università di Cà Foscari e dello Iuav di Venezia, competenti in materia di politiche sociali e di politiche abitative.

L'Isee

«Abbiamo già pronte proposte concrete per Venezia e siamo entusiasti di questo tavolo istituito dalla Regione che ci permetterà di affrontare, studiare e condividere con gli altri rappresentanti ed esperti, la questione degli alloggi pubblici in città - dice Raffaele Speranzon, presidente dell'Ater di Venezia -. Vogliamo chiedere l'innalzamento dell'Isee da 20 mila a 30 mila euro come tetto per continuare a rimanere assegnatari degli alloggi, perché riteniamo che chi sta dentro a questa forbice non sia nelle condizioni di rivolgersi al libero mercato. Speriamo, entro l'anno, di avere una legge speciale per la casa a Venezia».

La manutenzione

«Chiederemo un coinvolgimento sovraregionale: statale e europeo sulla questione della casa a Venezia, perché abbiamo un enorme patrimonio pubblico con problemi di manutenzione e accessibilità che devono essere riconosciuti - continua Speranzon -. Parliamo di edifici di centinaia di anni fa che sono inutilizzabili senza ascensori, ingestibili dal punto di vista dell'efficientamento energetico, con problemi di dispersione del calore, sprechi e inquinamento. La manutenzione a Venezia non è equiparabile a quella di nessun altro comune del Veneto, gli interventi per rimetterli a norma costano decine di migliaia di euro, cifre proibitive per un'amministrazione comunale». 

Appartamenti sfitti

«Servono finanziamenti adeguati a rispondere alle esigenze, a partire dalla semplice necessità di installare impianti di riscaldamento al posto delle stufe, ancora presenti, e di tutti quei lavori senza i quali gli appartamenti a Venezia continuano a rimanere sfitti. C'è bisogno di interventi strutturali, costosi, per conservare e garantire una sostenibilità edilizia futura, se non si vuole che gli immobili diventino alloggi per turisti. In questo tavolo saremo messi nelle condizioni di condividere le esperienze e le indicazioni raccolte sul campo, anche dagli inquilini. Ora la Regione ha preso atto che c'è bisogno di accorgimenti specifici per Venezia. Auspico che fra i partecipanti al tavolo ci sia anche l'Ance, l'associazioni costruttori, per l'esperienza concreta sui restauri e i cantieri in città».

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