Traffico acqueo: «Servono controlli e occorre investire sui mezzi pubblici»

Il Pd contro «il caos nei canali, le barche fuori misura, l'inosservanza delle regole, mentre i passeggeri sono a disagio specie nei collegamenti con le isole». Avm/Actv: «Stiamo per acquistare nuove unità»

L'incidente in rio San Lorenzo

Un traffico acqueo ancora «pericoloso e del tutto fuori controllo». Lo sostiene il Partito Democratico veneziano, che analizzando la situazione nei canali descrive: «utilizzo di barche fuori misura, inosservanza delle più elementari regole nautiche, moto ondoso, danneggiamenti delle rive e dei ponti, spesso urtati con forza dai barconi, inquinamento derivante da un traffico intenso - mentre, d'altro canto -, per i passeggeri dei mezzi pubblici permane la situazione di disagio soprattutto nei collegamenti con le isole».

Traffico

«Anche venerdì mattina c’è stato un incidente - scrivono Monica Sambo, capogruppo Pd in Consiglio comunale e Giorgio Dodi segretario del partito -. Fortunatamente non ci sono stati feriti dopo l'urto tra un barcone da trasporto e un’ambulanza nel rio di San Lorenzo che, insieme a rio della Pietà e rio Novo, è uno dei canali più trafficati della città durante tutte le ore del giorno e della notte. È necessario intensificare i controlli e razionalizzare il traffico acqueo».

Mezzi pubblici

«Situazione di disagio - anche - per i passeggeri dei mezzi acquei pubblici», secondo i Dem e Maurizio Mandricardo, responsabile trasporti segreteria comunale, soprattutto nei collegamenti per le isole. «Giovedì - scrivono - c'erano sette motobattelli foranei e 21 vaporetti fermi per lavori. Una programmazione efficace deve prevedere di avere il massimo delle barche efficienti nella stagione estiva. L'effetto è che il servizio delle linee 2, 8 e 10 viene fatto con motoscafi anziché con vaporetti, mentre sulla linea 12 ci sono vaporetti anziché motobattelli foranei, con la conseguenza di code enormi di passeggeri, residenti e turisti, agli approdi».  

Investimenti

«Notiamo - proseguono - che non è stato preso in considerazione un adeguamento dei servizi alle nuove esigenze della città. I mezzi per le isole di Burano e Murano non sono più sufficienti con il solo utilizzo dei motobattelli foranei: è necessario utilizzare le motonavi. Vanno rivisti gli investimenti - concludono - con questo afflusso di turisti non si può pensare di continuare ad acquistare mezzi di piccole dimensioni: va rifatto subito un nuovo piano del traffico». «Per gli investimenti, il piano prevede l’acquisto di nuove unità - dice Avm/Actv - cosa fattibile grazie al risanamento dei conti. Nella tratta Fondamente Nove-Murano-Burano le motonavi non possono andare per problemi di fondali (bisognerebbe scavare) e il problema della pressione esercitata sulla città non si risolve con barche in più, visto che sotto il ponte degli Scalzi, ad esempio, transita nei due versi un battello al minuto (più di così non ce ne stanno proprio in acqua)».

La manutenzione

«Prevede, per le regole del Rina (registro italiano navale), cicli di manutenzione a quote prefissate, per esempio per ore navigate e ogni 1-3-5 anni - dice Avm/Actv -. Ogni 60 mesi, ad esempio, l'unità navale viene rifatta nelle parti meccaniche, rimane solo lo scafo. Questi cicli determinano in media che circa il 30% dei mezzi resti fermo, in manutenzione, per alcuni giorni. In relazione alla nostra flotta di 161 mezzi, a rotazione 100 sono sempre in servizio, una trentina servono per i rinforzi della linea, in caso di imprevisti ad esempio, e 30 vanno in ciclo manutentivo, che di solito ha un picco in inverno, mentre cala in estate per necessità dell’esercizio. I tempi della manutenzione sono quindi dettati dalle regole della navigazione. E comunque in linea generale non ci sono picchi di fermi per unità di navigazione, nei vari periodi. Possiamo avere situazioni contingenti con qualche unità in più ferma in cantiere causa guasto ad esempio, ma questa situazione dura qualche ora, al più un giorno, poi viene risolta».

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