«Un vincolo culturale non può bloccare il Porto». Brugnaro: «Siamo molto arrabbiati»

Il presidente di Confindustria Venezia, Vincenzo Marinese, venerdì, alla presentazione del disegno di legge del senatore Adolfo Urso sulle nuove misure per le zone economiche speciali: «Pronti a lavorare assieme all'Autorità Portuale sui temi da porre al governo per la salvaguardia del tessuto produttivo dell'area. Non staremo a guardare contro chi vuole far morire Porto Marghera, urleremo»

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«Dobbiamo fare squadra - spiega Vincenzio Marinese, presidente di Confindustria Venezia, durante la presentazione del disegno di legge di iniziativa del senatore Adolfo Urso sulle agevolazioni fiscali delle zone economiche speciali -. Essere i primi a credere nella forza produttiva del nostro territorio, sapendo cogliere le opportinità. Accise, credito d'imposta, benefici fiscali sull'assunzione di personale, Iva, vanno colte come opportunità di sviluppo  - spiega il presidente - anche dalle istutuzioni locali. E poi è necessario puntare sullo sviluppo del tessuto infrastrutturale, come hanno fatto altri paesi europei, anche durante la crisi, si pensi alla Germania nel 2008. Urleremo contro chi pensa di far morire Porto Marghera - dice Marinese - e ci uniremo al presidente Musolino per presentare proposte concrete a salvaguardia delle attività produttive del territorio - E sulle navi, ribadisce - Non sono di certo le crociere a inquinare la laguna».

Il sindaco

Sul silenzio del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli interviene Luigi Brugnaro, che attraverso un post Twitter commenta: «Siamo molto arrabbiati, ancora non è stato contattato il sindaco di Venezia, almeno per chiedere che progetti abbiamo».

Il disegno di legge del senatore Adolfo Urso

A Marghera area di crisi complessa e zone economiche speciali si completano, sottolinea Marinese. Perché ai benefici in termini di crescita occupazionale si andrebbero a sommare quelli fiscali alle imprese. «Ci sono state a Porto Marghera manifestazioni d'interesse per 588 milioni di euro, da parte delle imprese. Ma è importante crederci. Non si può dire la chimica o la logistica non servono».

«Il trasporto marittimo rappresenta uno dei settori chiave dell'economia italiana - si legge nel testo del disegno di legge -. Ma purtroppo i porti italiani riescono a intercettare solo in parte i grandi flussi marittimi che giungono o partono dall'Europa. Il sostegno alle attività d'impresa e la semplificazione della burocrazia sono un tassello decisivo del made in Italy, in particolare nelle aree portuali come Venezia Mestre. Nelle zone economiche speciali le imprese che avviano una nuova attività economica possono usufruire di: riduzione dell'Ires, dell'Irap, dell'Imu, e dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a tempo indeterminato». Le attività interessate sostanzialmente sarebbero le stesse dell'area di crisi complessa. 

Sindacati Cgil, Cisl e Uil

«Ormai è quasi un’abitudine apprendere le notizie politiche dal Web - scrivono Cgil, Cisl e Uil -. E’ però piuttosto grave che i ministri adottino comunicazioni informali su questioni fondamentali per questo Paese. In questo caso della nostra Città. L’uscita estemporanea ed emotiva del ministro della Cultura Alberto Bonisioli sulle grandi navi, ne è l’ennesima conferma. Vorremmo capire se questa esternazione è il semplice pensiero del ministro o una analisi ponderata. Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli dice di essere d’accordo con l’ipotesi del vincolo sui canali urbani e portuali. Da tempo la Città sta chiedendo un rigoroso e complessivo progetto strategico che abbia un respiro proiettato al futuro, che ne salvaguardi la vocazione industriale e manifatturiera e che ne ricostruisca ambiti di compatibilità. È arrivato il tempo per rimettere sui giusti binari un confronto istituzionale serio e costruttivo. Per questo Cgil, Cisl e Uil di Venezia chiedono la convocazione urgente del Comitatone. A livello territoriale diventa prioritaria la convocazione della Cabina di Regia».

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Commenti (1)

  • Marinese, semmai dovremmo ragionare attorno alla evidenza che un porto con le esigenze di gigantismo commerciale e turistico prospettate non può essere collocato all'interno della Laguna di Venezia, che è, come dice il Ministro un bene unico, tutelato dalle Leggi speciali , dichiarato di "interesse nazionale". Semmai bisognerebbe sapere quali gli interessi anche privati spingono a "urlare" in difesa di soluzioni razionalmete impossibili. Quanto all'attuale Presidente dell'Autorità Portuale e' evidente che è in palese contrasto con le linee del Governo: ne dovrebbe prendere atto.

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