Gli account fake e gli effetti dei like sull'umore: arriva «Una vita da social»

A San Donà la campagna di prevenzione della polizia postale. i dati dell'indagine di Skuola.net

Arriva a San Donà di Piave, in Piazza Indipendenza, la campagna itinerante della polizia postale «Una vita da social». Appuntamento da martedì 22 ottobre e fino a venerdì 25 in Piazza Indipendenza dalle 08.30 alle 13,  dove gli operatori della polizia postale accoglieranno gli studenti  degli istituti  secondari di primo e secondo grado del comprensorio, per sensibilizzare i ragazzi sui pericoli della rete  e confrontarsi sull’uso consapevole della tecnologia. L'obiettivo è ”fare in modo che il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie,  non faccia più vittime”, spiegano dalla questura.

Uno su tre ha un account fake 

Gli studenti attraverso il diario di bordo https://www.facebook.com/unavitadasocial/ potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo. Dalla ricerca di Skuola.net per "Una Vita da Social", emergono fattori interessanti. Ad esempio che 1 ragazzo su 3, sul proprio social di riferimento, possiede un account falso: sono circa il 28% quelli che dichiarano di averne 1 oltre a quello “ufficiale”, mentre il 5% è presente ma solo con un fake. Perché questa identità anonima? Principalmente per conoscere gente nuova senza esporsi troppo online (26%), oppure per controllare i propri amici senza che loro lo sappiano (21%) nonché per controllare tutti quelli da cui sono stati bloccati (20%). Non manca chi ricorre ai fake per controllare il proprio partner (10%) o chi cerca di sfuggire dal controllo dei propri genitori (il 4%).

Pochi like? Effetti negativi sull'umore

Non manca tuttavia uno zoccolo duro, neanche così piccolo, che vive per i like. Per 1 su 3, infatti, un contenuto che genera poche interazioni ha un effetto negativo sull’umore. Mentre il 40%, più o meno sporadicamente, è disposto a cancellare un contenuto dalle scarse performance. Su una cosa, invece, i giovani sono in assoluto accordo: il controllo di chi commenta, condivide o clicca mi piace sui propri contenuti. Solo 1 su 6 dichiara di non farlo mai. Questo perché attraverso la guerra dei like di costruiscono amicizie e rapporti personali: solo il 56% è disposto a dare un giudizio positivo ad un contenuto postato da una persona che in genere non ricambia (il cosiddetto like4like). Mentre sono ancora meno (48%) quelli che non ricorrono mai al like tattico, ovvero ad una approvazione di un contenuto altrui col solo scopo di farsi notare.

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