Quasi 120 mila dosi di vaccino: l'Ulss 3 prepara la campagna antinfluenzale 2019-2020

Per evitare persone ammalate, ricoveri e, in certi casi, situazioni molto gravi. È consigliato in particolare agli over 65 e ai dipendenti pubblici

Quasi 120 mila dosi di vaccino contro l'Influenza: nell'Ulss 3 Serenissima la campagna vaccinale che partirà in autunno ha già una dimensione precisa, e i numeri sono consistenti. ll Dipartimento di prevenzione ha avviato da tempo la fase di approvvigionamento e si prepara a diffondere oltre 117.000 dosi di vaccino antinfluenzale: si prevede di utilizzarne 69.500 per persone in età adulta, 20.440 per gli utenti over 75 e più di un migliaio per i bambini tra i 6 mesi e i 9 anni di età. Un centinaio di dosi, infine, sono destinate a persone che necessitano di un preparato particolare a causa delle loro intolleranze.

Cosa contengono

Nella campagna antinfluenzale 2019 viene distribuito un vaccino tetravalente - la cui composizione, indicata in primavera dall'Organizzazione Mondiale della Sanità in base alla tipologia di virus influenzali circolati nella stagione influenzale precedente, è data da due virus A: A H1N1 Brisbane, A H3N2 Kansas, e due virus di tipo B: Colorado, B Phuket - e il vaccino antinfluenzale adiuvato indicato, sempre secondo le direttive dell'OMS, per i soggetti sopra i 75 anni.

Appello alla popolazione

«La vaccinazione - dice il dottor Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica dell'Ulss 3 - è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Il vaccino è proposto in particolare alle persone deboli, anziane e a rischio, a cui viene offerto gratuitamente. A queste persone si chiede di rispondere positivamente, per dare ancora più forza alla campagna di salute messa in campo sul territorio contro l’influenza, a tutela del singolo e della collettività».

Soggetti a rischio

L’influenza - spiega l'azienda sanitaria - è una vera e propria epidemia, che si ripete ogni anno, mettendo sotto pressione il nostro sistema sanitario. Provoca molte persone ammalate, molti accessi ai pronto soccorso, molti ricoveri; inoltre, ogni anno sono ricollegabili alla pandemia influenzale circa 8 mila decessi: il 10% circa di questi è dovuto alla polmonite da influenza; gli altri decessi sono indotti dall’influenza, che aggrava e complica patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie. L’influenza quindi produce i suoi effetti più gravi nell’organismo di persone già deboli, e in particolar modo nell’organismo degli anziani: l’80% dei decessi collegabili all’influenza si registra in soggetti oltre i 65 anni di età.

Questi i motivi dello sforzo di prevenzione che le aziende sanitarie compiono insieme ai medici di famiglia: presso questi ultimi sarà concentrata la distribuzione dei vaccini e l'attività vaccinale, mentre una parte molto minore dell'attività si svolgerà negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3; a questi ambulatori è affidato poi la vaccinazioni del personale medico e sanitario, e di quei soggetti che svolgono un ruolo pubblico, dei bambini e alle altre categorie di soggetti a rischio.

Secondo le indicazioni della circolare ministeriale per la campagna antinfluenzale 2019-2020, la vaccinazione è raccomandata a tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età che non hanno controindicazioni al vaccino, ed è offerta attivamente e gratuitamente ai soggetti che per le loro condizioni personali corrono un maggior rischio di complicanze. Il vaccino antinfluenzale è vivamente raccomandato alle seguenti categorie:

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Forse potrebbe interessarti...

- le persone che hanno compiuto i 65 anni di età
- il personale sanitario delle strutture pubbliche e private
- i dipendenti pubblici
- i soggetti cosiddetti "a rischio" per concomitanti patologie (tra cui le persone diabetiche, i soggetti affetti da disturbi ai bronchi e ai polmoni, i cardiopatici...).
- le donne in gravidanza, che vaccinandosi evitano il rischio di complicanze gravi, sia per se stesse che per il feto.

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