Vega, debiti e lotti in vendita sono gli stessi. «Sciogliere la questione Pili»

La sorte del Parco Scientifico Tecnologico torna di tanto in tanto alla ribalta. Per Pellicani e Casson vanno coinvolti il Porto e Eni. Ferrari: «Un attacco strumentale al sindaco Luigi Brugnaro»

Vega, archivio

«Sciogliere il nodo del futuro dell'area dei Pili, di proprietà del sindaco Luigi Brugnaro, per rilanciare il Vega, Forte Marghera, San Giuliano, via Torino e la prima zona industriale (in particolare l'area dell'ex Italiana Coke)». Per il Partito Democratico non c'è altra strada se si vuole «evitare che le gare per l'acquisizione dell'intero complesso del Parco Scientifico Tecnologico continuino ad andare deserte - scrive Nicola Pellicani, che sulla questione ha presentato un'interrogazione con i consiglieri Dem e la Lista Casson -. È evidente che qualsiasi progetto unitario di riconversione del waterfront comprenda anche l'area dei Pili, dove è evidente il conflitto di interessi del primo cittadino».

Piano strategico

«È una partita decisiva che il Comune non può giocare da solo, deve confrontarsi e trovare un'intesa anzitutto con il Porto che, oltre a essere proprietario di molte aree strategiche, ha competenze urbanistiche in tutta la zona. Nel 2013, per saldare i 15 milioni di debiti accumulati in 25 anni di attività, sono stati messi in vendita 11 lotti del Parco Scientifico Tecnologico. Ma nessuno dei tre bandi di gara è stato sufficiente per la vendita dei lotti. È un'area importante per la quale bisogna prevedere un piano organico di sviluppo per attirare gli investitori. Il Comune, socio di maggioranza del Vega, deve coinvolgere anche Eni».

Il rilancio di Marghera

"Un'area dalle enormi potenzialità". Tale era stata definita dallo stesso amministratore unico Vega, Roberto Ferrara, durante l'inaugurazione, ad aprile 2018, del centro di ricerca per lo studio dei cambiamenti climatici dell'Università di Venezia, a Porta dell'Innovazione, in virtù di un accordo con il Comune, prorogabile nel tempo. «Ci sarà una rotonda che permetterà l'accesso diretto al Vega e anche al campus di via Torino - aveva annunciato Ferrara -. Il Vega - aveva concluso - non lo si rilancia se non si rilancia anche Marghera».

Attacco strumentale

«Si prende per buono quanto dichiarato dall’advisor della procedura concordataria che aveva un incarico di vendita delle aree e non ha trovato di meglio che giustificare le mancate vendite con una mancata pianificazione strategica di tutta l’area di Porto Marghera - dice l'amministratore unico Vega, Roberto Ferrara -. Questo si è tramutato in un attacco strumentale al sindaco Luigi Brugnaro, cui vengono addebitate colpe e interessi che non stanno né in cielo né in terra. Non posso che tutelare l’immagine della società nei confronti dell’opinione pubblica. È evidente la totale mancanza di conoscenze della situazione del Vega, ma è ben altrettanto evidente che ciò che interessa è coinvolgere il sindaco in una situazione le cui colpe sono proprio delle gestioni della loro parte politica. Oltretutto i danni fatti da queste gestioni sono irreversibili, in quanto la società è già in procedura di concordato e non vi sono piani che ora possano modificare la situazione.

Il debito e gli investitori

«Si tratta delle aree che sono state oggetto di bandi in quanto Vega è in concordato in continuità e il ricavato delle aste servirà a finanziare il debito di 15 milioni, pesante eredità delle precedenti amministrazioni di sinistra - prosegue Ferrara - . Per cui la palla dei debiti è in carico alla procedura e a noi spetta l'onere di garantire la continuità aziendale con i brillanti risultati finora ottenuti. Devo invece dire che investitori interessati non è vero che non ve ne siano, anzi proprio per questo stiamo seguendo alcune piste di manifestazioni di interesse che non dobbiamo scoraggiare ma incentivare.
 Potremmo disquisire a volontà degli sviluppi futuri di Porto Marghera, la possibile venuta delle navi da crociera, la costruenda viabilità che darà certamente una accelerazione positiva, ma ora si vendono solo i lotti di Vega a seguito della procedura concordataria e per la soddisfazione dei creditori.
 Non si vende un utopistico piano coordinato. 
A proposito di progetti coordinati - conclude -  a mesi partiranno i cantieri già finanziati che costruiranno la rotatoria davanti Fincantieri e il collegamento diretto con gli insediamenti universitari di via Torino.
 Ci sono idee interessantissime non solo per Vega, ma anche nell'interesse della collettività».

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