Le storie di tre donne vittime: il video per i 25 anni di attività del centro antiviolenza

 

Donne maltrattate, umiliate, minacciate di morte, che hanno la forza di chiedere aiuto per riconquistare la serenità: racconta le storie di tre donne (Thamina, Margherita e Martina) il video presentato questo pomeriggio nel Caffè di piazza Carpenedo e realizzato dal Centro antiviolenza del Comune di Venezia, in occasione dei 25 anni di attività del servizio. Un appuntamento organizzato per festeggiare insieme gli importanti risultati ottenuti a sostegno delle donne dal 1994 ad oggi e per ringraziare tutte le professioniste che vi operano: assistenti sociali, educatrici, psicologhe e avvocate.

All’interno del documentario da titolo “Rimira la bellezze, percorsi oltre la violenza", la testimonianza di tre utenti del servizio che hanno dato voce alle 7000 donne aiutate in questi anni. Nelle loro parole l'appello alle donne vittime di violenza di trovare la forza di farsi aiutare, affinché possano passare dalla solitudine e dalla desolazione alla speranza, che in qualche caso è diventata gioia ritrovata.

All’evento hanno preso parte – in rappresentanza dell’amministrazione – la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano e la vicesindaco Luciana Colle, insieme alle consigliere Lorenza Lavini e Deborah Onisto.

Un ringraziamento a tutte le operatrici del servizio è stato espresso dalla vicesindaco Colle e dalla presidente del Consiglio comunale Damiano per il lavoro svolto con tenacia a sostegno delle donne in difficoltà. Gratitudine è stata rivolta anche alle forze dell’ordine, che in collaborazione con il Soroptimist club di Venezia Mestre hanno arredato "La stanza tutta per sé" all'interno della caserma di via Miranese per far sentire il più possibile a loro agio le donne che trovano il coraggio di denunciare la violenza domestica. «L’importante - è stato ribadito  dalla presidente Damiano - è che le donne non si sentano sole, il territorio è vivo e attento a questi temi; in questi anni si è intensificata la rete dei rapporti tra istituzioni: i servizi ci sono, così come il supporto dell’amministrazione comunale». La vicesindaco ha inoltre ricordato come l’amministrazione abbia voluto strutturare una voce specifica nel bilancio comunale per garantire un contributo costante alle attività del Centro.

Ogni anno – è stato sottolineato – 200 nuove donne vengono accolte dall’équipe multidisciplinare del Centro Antiviolenza: a ciascuna di loro vengono offerti ascolto e accoglienza; percorsi di supporto psicologico e in gruppo, consulenze giuridico legali e percorsi di protezione nelle due case rifugio predisposte per dare ospitalità temporanea, anche ai figli minori, nell’ambito di un programma personale di recupero e inclusione sociale.

Il Centro Antiviolenza opera in rete con i servizi e le associazioni del territorio, con protocolli e procedure codificate, e da 25 anni si è occupato inoltre di fare formazione nelle scuole, di promuovere iniziative di sensibilizzazione e informazione attraverso gli eventi organizzati in occasione del ‘Novembre Donna’ e del ‘Marzo Donna’ e di aver sviluppato azioni di rete con i servizi sociali del territorio garantendo una reperibilità H24 in collegamento con gli ospedali di Mestre e Venezia.

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