Influenza nel Veneto Orientale: più vaccini, meno ammalati

All'Ulss 4 la copertura vaccinale è ai vertici regionali. I medici:«Il vaccino è l'unico modo sicuro per proteggersi dal virus»

Sempre più vaccini e sempre meno ammalati per l'influenza stagionale nel Veneto Orientale che quest'anno si manifesta con diffuse infezioni gastrointestinali. Sono questi i dati ad oggi, presentati dal direttore generale dell'Ulss 4 Carlo Bramezza, che mostrano un quadro epidemiologico positivo sulla diffusione del virus nella zona orientale della regione che ha limitato gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri per l'influenza. 

La prevenzione è iniziata con la distribuzione di 48 mila vaccini ai medici di famiglia e ai servizi di somministrazione dell’Ulss4, 6000 in più rispetto al quantitativo acquistato l'anno scorso con un totale di 33.353 persone vaccinate a inizio gennaio e la previsione di raggiungere una copertura vaccinale del 69% per gli over 65.

«I primi casi di influenza si sono registrati a novembre» - spiega il dottor Luigi Nicolardi - «a inizio anno abbiamo registrato il primo aumento significativo ma il picco lo avremo tra una ventina di giorni». I benefici della copertura vaccinale iniziano, ad ogni modo, a vedersi con la riduzione del numero dei contagiati e dei casi gravi che, quest'anno non si sono ancora presentati. 

Per far fronte alla diffusione del virus è stata predisposta, in ogni caso, un’efficiente rete di assistenza territoriale. Come spiegato dal direttore dei servizi socio sanitari dell'Ulss 4, Mauro Filippi,  da ottobre a dicembre 2019 circa l’80% dei medici di famiglia sono stati aggregati in forma associativa (medicina di gruppo) quindi l’utenza può usufruire di un orario ambulatoriale ampliato per le cure del caso o per l’immunizzazione. È stata, inoltre, implementata l'assistenza domiciliare con 8 nuovi infermieri per le persone non autosufficienti, i quali si aggiungono ai 45 già operanti. È stato potenziato il servizio di cure palliative e all'occorrenza sono a disposizione 30 posti letto nelle case di riposo per tutte quelle persone fragili che vengono dimesse dall'ospedale ma hanno ancora bisogno di un’assistenza. 

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