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Letture per la quarantena #4: Paco Roca racconta l'alzheimer con ironia in "Rughe"

Il capolavoro del fumettista spagnolo. Un viaggio disincantato nel mondo degli anziani nelle case di riposo. Un ritratto della malattia che strappa sorrisi e riflessioni

I riconoscimenti vinti parlano da soli. Anche quelli per l'adattamento animato, tra cui due premi Goya e la nomination al'Oscar. Rughe di Paco Roca è senza dubbio la graphic novel che negli ultimi 20 anni è riuscita più di ogni altra a parlare al pubblico in un modo fuori dagli schemi, toccando un argomento molto sensibile come l'alzheimer e riuscendo a raccontare la malattia con grande ironia. Un lungo racconto a fumetti che può essere un ottimo compagno per trascorrere questa quarantena. Pubblicato dall'editore francese Delcourt nel 2007, in Italia è edito dal 2008 da Tunué.

Michele: Dov'eri? Ti stavo aspettando da un po' di tempo

Emilio: Mi-mi sono perso e non trovavo la sala da pranzo. Sono ancora spaesato...in tutti gli angoli ci sono anziani che dormono. Così è difficile orientarsi...

Rughe di Paco Roca

Emilio è un pensionato. Il figlio non può più accudirlo e decide di affidarlo a una casa di riposo. È qui che stringe amicizia con un gruppo di anziani in una quotidianità fatta di pasti, medicine e riposo. Emilio si sente estraneo a quel mondo di malati; l'amico Michele decide di assoldarlo per tentare la fuga.

La citazione

È umiliante che ti trattino come un bambino, vero?

Ogni commento su Rughe potrebbe essere superfluo. Parlare di capolavoro non è un'eresia. Non ci sono solo la creatività, la storia, il disegno. Alla base di questo fumetto c'è l'impegno sociale di Paco Roca, che ha voluto toccare con mano le realtà delle case di riposo prima di lavorare al suo romanzo a fumetti. La resa forse ha superato le aspettative iniziali dell'autore: oltre ai riconoscimenti, infatti, è stato anche adottato dall'Associazione Italiana Malattia Alzheimer per aiutare famiglie, ma anche operatori sanitari e pazienti stessi a capire la malattia.

Rughe-2

Un viaggio tra commozione e ironia, tra malinconia e riflessione. La graphic novel di Roca racconta gli anziani con sguardo disincantato. Le lunghe vignette fatte di silenzi, quelli che spesso scandiscono intere giornate per i più anziani. Malati di alzheimer o meno. La staticità e il ritmo lento che accompagnano gran parte del romanzo a fumetti sono caratteristici. Una cifra stilistica che potrebbe ammazzare qualsiasi altra opera, ma che per Rughe è identitaria e significativa. Che la rende ancora più grande.

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