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La leggenda di Jacopo Tintoretto che scaccia la strega e salva le particole

Chi ama le opere di Jacopo Tintoretto non può non percepire la sua profonda spiritualità, il suo profondo credo che lo hanno portato addirittura, spesso e volentieri, a rinunciare ai compensi che pure gli sarebbero spettati, per devozione e per amore del suo lavoro e del tema rappresentato. 

Nel suo curriculum dipinti ispirati alla vita di Maria e di Gesù, la Bibbia, San Rocco, le tele su San Marco. Insomma una produzione vasta e preziosa che traduce in opere e raffigurazioni lo spirito profondamente cristiano del maestro veneziano. Forse proprio questa sua profonda spiritualità o forse proprio per questo, Tintoretto è protagonista di una leggenda che vede contrapporsi il Bene da una parte e il Male dall'altra. 

Una vecchia strega diabolica avvicinò un giorno la figlioletta di Tintoretto, Manetta, e con la promessa di trasformarla in una Madonna la invitò a rubare le particole della comunione. Una, due, tre: la giovinetta, ignara del tremendo gesto, iniziò a metterle da parte una ad una. Fingeva di ingerirle ma in realtà le nascondeva pian piano accanto all'abbeveratoio delle bestie. Un giorno l'artista si accorse che le bestioline si inginocchiavano sempre nei pressi dello stesso e, insospettito, cercò e trovò il motivo di quella reazione degli animali: le ostie nascoste. In pochi minuti il suo spirito, profondamente credente, gli rivelò quello che stava accadendo: il diavolo in qualche modo stava attaccando la sua famiglia ma non aveva fatto i conti con la sua fede, con Dio e la sua...forza.

Tintoretto convinse la figlia a chiamare la strega per farle prendere le particole: al suo arrivo Tintoretto si sfogò e la prese a botte e quella, per la paura, si trasformò in gatto e fuggì, svandendo, attraverso un buco nel muro. Il pittore a guardia della casa mise niente meno che "Ercole nudo con la clava in mano", dipingendolo con un altorilievo sulle mura. Un guardiano formidabile: naturalmente, neanche a dirlo, la strega non si fece più vedere. L'altorilievo è ancora ammirabile nella casa dove il pittore abitò gli ultimi anni della sua vita e testimonia, una volta ancora, che il diavolo fa le pentole e non i coperchi e che il Bene vince sempre sul Male. Anche con un testimonial come Tintoretto.

Fonte: venicecafè, livornosera.it

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