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Le maschere più belle, Pulcinella: storia, curiosità e origini

Pulcinella (foto: filastrocche.it)

Pulcinella è la maschera di Carnevale più popolare e più antica.

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La storia

La maschera come oggi la conosciamo è nata a Napoli, precisamente ad Acerra, nella seconda metà del 1500 dalla fantasia dell’attore Silvio Fiorillo, ma, in realtà, secondo alcuni storici ha origini molto più antiche. Si potrebbe, infatti, addirittura far risalire al IV secoolo a.C., ad un personaggio dai connotati simili tipico delle Atellane romane (lo spettacolo dell'Antica Roma) di nome Maccus. Per il personaggio, Silvio Fiorillo nelle sue commedie si ispirò alla figura di Puccio D'Aniello (in napoletano Pulecenella), contadino ritratto da Ludovico Carracci del quale si conosce un'incisione di Carlo Enrico di San Martino.

L'origine del nome

Secondo alcuni studiosi il nome deriva da "piccolo pulcino", pollicino. Secondo altri autori l'etimologia sarebbe da ricercare nell'ermafroditismo: a testimoniarlo il suffisso femminile del nome, vezzeggiativo di "pollo pulcino", animale di cui comunque ne imita la voce. L'ermafroditismo sarebbe secondo questa linea di pensiero palese anche nelle fattezze umane del personaggio: il ventre gonfio, il seno prominente richiamerebbe alla femminilità e va a contrastare con i tratti spigolosi e maschili del viso, a partire dal naso. Secondo la tradizione, e come spiega lo scrittore Claudio Canzanella, l'origine della maschera sarebbe stata comunque diabolica, perchè figura nata dall'opera delle streghe alle pendici del Vesuvio, e il cappello a forma di corna richiamerebbe una certa origine diabolica.

Il personaggio

L'ermafroditismo fisico, maschio-femmina, andrebbe a palesarsi anche nel dualismo del carattere del personaggio: demone-santo, pagano-cristiano. La maschera caratterialmente è furba ma anche ingenua, affidabile ma anche arrogante, pigra ma anche disposta a tutto per ottenere quello che vuole, è anche sfrontata e chiacchierona, oltre che ironica e istrionica. Incarna nei tratti, nel carattere e nel suo dualismo il cittadino napoletano, ricco di virtù ma anche di contraddizioni. Tra gli attori di teatro che hanno incarnato la maschera di Pulcinella ricordiamo Eduardo De Filippo, Massimo Ranieri e Massimo Troisi. 

Il costume

Tradizionalmente indossa un’ampia casacca bianca stretta in vita da una cintura nera, pantaloni bianchi abbondanti e scarpe nere. In testa porta un cappello bianco di stoffa e sul volto una mezza maschera nera con naso lungo e adunco che lascia scoperta la bocca. 

Curiosità

Celebre e nota a tutti è l'espressione "il segreto di Pulcinella" che sta ad indicare un segreto ormai svanito, non più tale. Pulcinella, infatti, è rinomato per l'incapacità di tenere un segreto e non svelarlo. Utilizzato talvolta nel presepe, anche se data l'origine pagana non frequentemente, è diventato comunque personaggio simbolo anche nel teatro dei burattini. A lui sono dedicati dolci, pizze e perfino alcune vie cittadine.

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