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Mattia e Jacopo Colombi: fratelli e campioni emergenti della voga veneta

Si sono imposti senza difficoltà nella Regata Storica Grandi Canoisti a Venezia domenica scorsa, ottenendo con il proprio equipaggio rispettivamente il primo e il secondo posto. Ma il loro curriculum parla chiaro: siamo di fronte a due veri e propri campioni del remo. Stiamo parlando dei fratelli Mattia e Jacopo Colombi.

Un passato nel K2

Mattia, classe '89, da più di dieci anni si cimenta in tutte le discipline in cui ci sono un remo e dell’acqua. Debutta col kajak e a 17 anni conquista per la prima volta la maglia azzurra. Per non abbandonarla più: diventa campione del mondo in K2 nel 2007 (titolo conquistato come atleta iscritto alla Canottieri Mestre asd), campione europeo nel 2010 e si aggiudica 18 titoli italiani oltre a varie ottime prestazioni in regate internazionali. Il fratello Jacopo, invece, amante di vari sport, inizia a pagaiare nell’estate 2007 e dimostra fin da subito di avere una marcia in più: vince il titolo italiano riservato ai debuttanti, poi nel 2008 sfiora il podio ai campionati italiani juniores per poi conquistarne ben due nel 2009 ai campionati italiani di velocità. 

Il salto nel canottaggio

I due fratelli, svanito il sogno olimpico e sempre in cerca di nuove sfide e motivazioni si affacciano al canottaggio, nella disciplina del galeone del palio delle quattro antiche Repubbliche Marinare, oltre che nella voga veneta. Discipline in cui non basta allenarsi, sudare e sputare sangue in palestra, ma per le quali è fondamentale la tecnica che si tramanda nelle remiere veneziane: bisogna far proprio il movimento, fare ore d’acqua per capire la sincronia fra il movimento dei polsi, del bacino e delle gambe. 

Una ventata di novità nella voga alla veneta

In un periodo in cui la voga alla veneta lamenta un calo di partecipanti alle regate comunali e uno scarso ricambio generazionale, i due fratelli dal 2016 hanno portato una ventata di novità e di speranza a chi crede nelle tradizioni veneziane dal 2016, compiendo l’impresa di entrare dal nulla in “canalazzo” coi gondolini. La Regata Storica, infatti, da anni vedeva i soliti nomi noti al comando e lamentava scarsissimi colpi di scena con una classifica praticamente già scritta in partenza. Ma la voga, si sa, è uno sport in cui non vince il più atleticamente portato ma chi ha anche tecnica e conoscenza della laguna. Pagata quindi per il primo anno l’inesperienza e avendo ben chiaro dove volevano arrivare, hanno scelto di separarsi.

Nuovi equipaggi

Formati i nuovi equipaggi con i ben più navigati Alvise D’Este per Mattia e Andrea Ortica per Jacopo, e spostando il campo d’allenamento da Mestre a Burano, nelle stagioni successive hanno cominciato a portarsi a capo delle classifiche. Giorno dopo giorno, accumulando ore d’acqua guidati dai loro ottimi poppieri con già numerose Regate Storiche alle spalle, sono venuti a patti con tutte le difficoltà di chi affronta per la prima volta una disciplina complessa e dagli scenari più variegati. La fatica, alla fine, ha dato i suoi frutti.

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