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Il ponte delle Tette, ragioni storiche di un nome curioso ed eccentrico

Foto di James Macdonald

Un nome un perché, verrebbe da dire.

Partiamo dal principio per capire da dove provenga questo curioso nome. Nel 1319 muore l'ultimo discendente della famiglia Rampani, senza eredi e senza aver fatto testamento. I suoi beni immobili passarono alla Serenissima, che decise di utilizzare una parte degli edifici che si trovavano a San Cassiano, tra il sestiere di Santa Croce e il sestiere di San Polo, per farne delle case chiuse. Il motivo è semplice, dal momento che quella zona pullulava giorno e notte di prostitute: in questo modo il governo voleva "regolamentare" una situazione che era sfuggita di mano.

Le prostitute non potevano abbordare più i clienti per strada, e quindi qual era la soluzione per continuare a lavorare? Semplice, stare affacciate per ore e ore alle finestre delle "loro" case, mostrando il loro seno completamente nudo. Come altro avrebbero potuto attirare la clientela, se non mettendo in mostra la "mercanzia"?

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Il ponte che unisce Santa Croce a San Polo, quindi, era il punto ideale per la potenziale clientela per adocchiare le ragazze, e ciò che madre natura aveva loro donato. Per questa ragione il ponte si chiama Ponte delle Tette. E il Rio delle Tette è il canale che attraversa, chiamato così per le medesime ragioni.

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