L'otto marzo per riportare al centro diritti e ruolo delle donne sul lavoro

«Condizioni arretrate nell'occupazione con il part time involontario esteso al 50% delle dipendenti e retribuzioni più basse del 35% rispetto a quelle dei colleghi maschi. «Sarà una festa con manifestazione»

Foto: Cgil Veneto

Una festa della donna all'insegna della mobilitazione. Così sarà l'otto marzo, annuncia il sindacato Cgil Veneto, che ha promesso una grande manifestazione il 7 marzo con punto di ritrovo per tutta la regione a Verona, al cinema teatro nuovo San Michele.

Dititti e lavoro

In base ai dati del sindacato veneto le condizioni del genere femminile in 10 anni sarebbero peggiorate per un'estensione del lavoro part time involontario, per una relativa riduzione dei guadagni e non meglio andrebbe sul fronte dei diritti. «In 10 anni nel Veneto - scrive Cgil - il part time è arrivato a interessare il 50% delle lavoratrici (contro il 39% del 2008) e riguarda soprattutto giovanissime e anziane a dimostrazione che si tratta di una modalità imposta e non volontaria. Nello stesso periodo è cresciuto il gap salariale e le retribuzioni medie delle donne venete sono arrivate a pesare il 35% in meno di quelle degli uomini. Non solo perché vi sono più di 300.000 lavoratrici che percepiscono retribuzioni lorde annue inferiori ai 15.000 euro, ma anche perché, se si guarda a chi ha i rapporti di lavoro più strutturati, si nota che mentre la maggior parte delle donne percepisce tra i 15.000 e i 25.000 euro annui, il grosso degli stipendi degli uomini va dai 25.000 ai 35.000 euro».

La città emblematica

Verona non a caso. È qui che, secondo Cgil Veneto «si manifestano con crescente intensità i semi di una cultura reazionaria e misogina, volta alla segregazione nei confronti delle donne e negatrice delle loro libertà e crescita sociale. I temi che la Cgil intende affrontare partono dalle esperienze concrete di sindacaliste, giuriste, formatrici che, con una tavola rotonda (“la responsabilità delle donne contro la politica del rancore”) daranno il via al dibattito che ne seguirà. In particolare, interverranno Tiziana Basso (Cgil Veneto), Donata Gottardi (Università di Verona), Eleonora Pinzuti (Alta formazione e Pari opportunità), Eleonora Barbieri (Udu studenti per), coordinate da Rosanna Bettella (Spi Veneto). A conclusione della manifestazione, un momento di spettacolo affidato a Lucia Schierano che rappresenterà “Elena Lucrezia Cornaro Piscopia”, su testo di Maria Rossella Perandin, Lucia Schierano e Rudj Maria Todaro che racconta la storia della prima donna laureata al mondo.

Le condizioni lavorative

È indubbio - riflette la Cgil del Veneto - che ci troviamo di fronte ad un attacco alle condizioni femminili. Non si tratta solo del moltiplicarsi di iniziative palesemente tese a un arretramento sul piano dei diritti, ma anche di una realtà che sta avanzando in modo strisciante nel tessuto sociale e nel lavoro volta a sminuire il ruolo e la figura delle donne, fino ad alimentare fenomeni deteriori. Il mondo del lavoro non ne è affatto immune e si assiste a una crescente penalizzazione delle donne la cui occupazione rischia di diventare sempre più marginale. Su retribuzioni e condizione lavorativa delle donne in Veneto è stato realizzato un report che sarà consegnato alla stampa nel corso dell’iniziativa del 7 marzo.

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