Il Comune anticipa i Tfr ai lavoratori rimasti a casa: "Ma non potete far ricorso contro di noi"

La delibera vede contraria la Fp Cgil: "I lavoratori sono messi di fronte a un ricatto. Se vogliono i soldi non possono instaurare un contenzioso con l'amministrazione. Inammissibile"

La giunta comunale, nella seduta di lunedì, ha approvato una delibera proposta dagli assessori al Bilancio, Michele Zuin, e al Personale, Paolo Romor, con cui l'amministrazione anticipa il Tfr, trattamento di fine rapporto, al personale a tempo determinato che abbia lavorato continuativamente alle dipendenze del Comune per almeno un anno e il cui rapporto di lavoro è cessato per scadenza del contratto. “Veniamo incontro alle situazioni di difficoltà economica - commenta l'assessore Zuin - perché comprendiamo la condizione in cui sono venute a trovarsi queste persone. Sappiamo infatti che procedere con la cessione della liquidazione rivolgendosi ad istituti bancari significa molto spesso chiedere un vero e proprio prestito ed è quindi una strada difficilmente percorribile".

Il provvedimento, che tiene conto della mozione del Consiglio comunale del 25 maggio scorso, viene incontro agli ex dipendenti che avevano segnalato possibili disguidi economici, non potendo disporre fin da subito del Tfr maturato, dato che questo viene generalmente corrisposto dall'Inps tra i 12 e i 15 mesi successivi alla cessazione del rapporto di lavoro.

L'anticipo del trattamento di fine rapporto verrà però elargito esclusivamente agli ex dipendenti che non abbiano in atto o non vogliano avviare un contenzioso con l'amministrazione riconducibile alla cessazione del contratto. Tale specifica deriva da un principio di carattere generale di divieto di contrarre con chi ha contenziosi in essere con la pubblica amministrazione.

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Sul punto la Fp Cgil è molto critica: "Se ovviamente è del tutto legittimo che il Comune di Venezia chieda, su eventuali anticipi del TFR, che vengano riconosciuti gli interessi per evitare che venga contestato il danno erariale – commenta Daniele Giordano, il segretario del sindacato - è inaccettabile invece che pretenda che non ci siano contenziosi, attuali o futuri, nei suoi confronti dai lavoratori interessati. Si tratta di un ricatto bello e buono sulla pelle di lavoratori – attacca Giordano - Dopo aver per anni garantito servizi essenziali ai cittadini, oltre ad essere stati lasciati a casa in nome di chissà quale efficientamento della macchina comunale, devono ora subire questa scelta umiliante dell’amministrazione. Brugnaro potrebbe assumere i precari anche per evitare disservizi ai cittadini, e invece li mette di fronte al ricatto di accettare i soldi per la loro sussistenza immediata e rinunciare ai propri diritti con la certezza che non verranno mai assunti. Come Cgil - conclude Giordano - auspichiamo che il Consiglio comunale da cui, secondo le parole degli assessori, deriverebbe questa delibera, inviti la Giunta a rimuovere immediatamente questo vincolo capestro sui contenziosi e riapra la discussione sulle assunzioni per dare certezze concrete di un futuro a molte famiglie".

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