Case pubbliche, accolte richieste unione inquilini. A Ca' Farsetti Consiglio "rovente"

Una cinquantina i manifestanti delle associazioni Erp rimasti fuori dal Comune, qualche contatto con la polizia e momenti di tensione. L'opposizione abbandona l'aula. La Regione apre a modifiche della legge 39

La manifestazione sindacale a Ca' Farsetti

Il Consiglio comunale è rovente giovedì pomeriggio a Ca' Farsetti. Alla discussione sulle modifiche alla legge regionale 39, sulle case pubbliche, una cinquantina di manifestanti delle associazioni per la casa resta fuori dal Comune. L'opposizione (Pd, Lista Casson e M5S), quando verso le 18 viene messa in coda la propria mozione, che aveva la precedenza sull'ordine di discussione, abbandona l'aula fra fischi e alzate di voce. «Scorretti. Invece di garantire una mozione unitaria, come richiesto da cittadini e sindacati, si anticipa quella della maggioranza», il commento del Pd. Lite all'interno del palazzo e tensione anche andando verso l'esterno, nell'atrio, per la troppa gente accalcata che avrebbe voluto salire e partecipare al Consiglio comunale. Si sono verificati alcuni contatti tra forze di polizia e qualche cittadino, deciso a disobbedire alla Municipale che ha preferito bloccare gli ingressi per mantenere l'ordine pubblico.

La mozione

I consiglieri Monica Sambo, Emanuele Rosteghin, Bruno Lazzaro, Nicola Pellicani, Giovanni Pelizzato, Sara Visman ed Elena La Rocca hanno chiesto all'amministrazione di «attivarsi per ottenere dalla Regione una revisione della legge 39 e della delibera di giunta regionale 1119 del 2018, introducendo: l'innalzamento del limite Isee Erp, a cifre in linea con le regioni confinanti, la modifica e il chiarimento degli algoritmi utilizzati per il calcolo dell'Isee, correttivi al peso dei trattamenti di fine rapporto o simili entrate, una valutazione della capacità di reddito e patrimoniale degli inquilini, correttivi al calcolo Isee in caso di proprietà di quote di immobili minime, non utilizzabili e non remunerative, l’introduzione di tutele per anziani, disabili e categorie deboli, modifiche per quanto riguarda la specificità di Venezia e la fissazione di un tetto massimo ai canoni di affitto».

L'apertura

La Regione ha mostrato alcune aperture. A darne notizia, congiuntamente, sono state le unioni inquilini di Venezia, Vicenza e Verona: «Siamo riusciti a ottenere un risultato importante - scrivono - una battaglia che va avanti da tempo per le case popolari. Dopo le disposizioni della giunta regionale del Veneto sono state analizzate mercoledì le proposte di modifica al tavolo tecnico in Regione - al quale le associazioni hanno partecipato unitamente ad Ater, ai Comuni e agli altri sindacati inquilini». 

Le ratifiche e le richieste

Le modifiche andranno ratificate in giunta e in Consiglio, probabilmente entro fine novembre, per arrivare al primo di gennaio 2020 con tutti i correttivi operativi: ricalcolo dei canoni con restituzione della differenza già versata, tutela di anziani e disabili, anche se con risparmi, dalla decadenza dell'alloggio, riduzione del canone e affitti determinati dal valore Omi (quotazione del mercato immobiliare) della zona, innalzamento Isee per la permanenza (30-35 mila), esclusione di somme derivanti da risarcimenti assicurativi e similari dall'Isee.

L'Ater

«Tutela degli anziani sopra i 65 anni, soprattutto nel tavolo per Venezia, e aumento dell'Isee a 30 mila se non a 35 mila», sono le richieste portate ai tavoli dal presidente Ater Venezia, Raffaele Speranzon, che auspica possano venir accolte. L'iter di approvazione andrà avanti quasi certamente fino a fine anno, come confermato dalle unioni di inquilini delle province. 

Gli investimenti

«È emersa la disponibilità a modificare la legge da parte della Regione - dice Daniele Giordano della Funzione Pubblica Cgil regionale -, nelle direzioni che avevamo indicato: innalzamento a 35 mila euro dell'Isee per la permanenza negli alloggi pubblici, e tutela degli anziani, specie quelli soli, in modo da evitare loro il disagio emotivo provocato dalle comunicazioni di sfratto, ma anche dagli aumenti dei canoni. L'Isee d'accesso - dice Giordano - non deve essere tenuto basso - come Lanzarin aveva detto quasi certamente a 20 mila euro - così da poter dire che c'è meno richiesta di alloggi e abbassare le previsioni di investimento nell'edilizia pubblica». In provincia di Venezia sono più di mille gli anziani soli o con disabile a carico che hanno ricevuto la lettera di sfratto, ricorda Cgil.

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