Venezia, ragazzini pestati in campo: "E' stata un'aggressione con modalità da branco"

E' successo sabato pomeriggio in campo Santa Maria Nova. Un minorenne denunciato per lesioni. Due le vittime che si sono fatte refertare: "Alcuni sono della baby gang di Marghera"

"Le modalità sono quelle di un'aggressione del branco nei confronti di un gruppetto di minorenni. Se le famiglie delle vittime non intendono segnalarlo, lo faccio io. Perché è accaduto un episodio grave sabato pomeriggio". A prendere l'iniziativa è Francesco Zoccheddu, personal trainer veneziano iscritto nelle liste della Prefettura come operatore di sicurezza. "Quattro o cinque ragazzini sono stati picchiati in campo Santa Maria Nova, vicino alla chiesa dei Miracoli - continua - gli aggressori erano molti di più, e anche loro erano minorenni. Pare ci fossero anche alcuni appartenenti alle baby gang che ha fatto parlare di sé in terraferma. Lo segnalo affinché i nostri giovanissimi non si facciano trascinare da cattivi maestri".

Intervento dei carabinieri, una denuncia

Sul posto dopo l'accaduto sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno identificato 4 protagonisti del diverbio: sono tutti minori e risiedono in centro storico. Due di loro hanno presentato querela di parte nei confronti di un ragazzo sui 14 anni, sempre veneziano, che è stato segnalato alla magistratura per il reato di lesioni. I traumi subiti dalle vittime sarebbero di lieve entità, ma le ecchimosi nei giorni seguenti erano evidenti sul volto degli sventurati: "Le testimonianze sono concordanti - continua Zoccheddu, che ha 33 anni - il gruppetto era appena transitato per il ponte che permette l'accesso al campo quando è stato avvicinato con una scusa dai malintenzionati. Poi sono partiti i calci e i pugni, anche quando gli altri erano a terra". A quanto risulterebbe ai carabinieri la "miccia" sarebbe scattata per un diverbio tra una coppia di ragazzini. Dopodiché il denunciato avrebbe colpi 2 suoi interlocutori, "stendendoli".

Aggressori scappati

"Gli altri erano una ventina, forse di più - continua l'operatore di sicurezza - poi vigliaccamente in pochi istanti si sono allontanati. Anche un altro gruppetto di ragazzi si era rifugiato in un negozio vicino per chiedere aiuto. Forse all'inizio era questo il vero obiettivo". Le foto dei traumi certificherebbero l'accaduto, così come l'intervento dei militari dell'Arma: "Sono stati dimessi con prognosi di 5 giorni - conclude Zoccheddu - e uno di loro si è sottoposto a un accertamento dentistico per escludere ripercussioni. Occorre in particolar modo intervenire a livello socio-culturale sulle famiglie affinché queste manifestazioni di violenza verso bravi e sani ragazzi cessino. Segnaliamo ogni singolo episodio, perché sarebbe potuto accadere a un nostro figlio o a un nostro nipote".  

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