Al posto delle fornaci sorgeranno alberghi a Murano: "Sì al cambio di destinazione d'uso"

Il Consiglio ha approvato la costruzione di due hotel al posto dei complessi industriali De Majo e Lag. L'assessore De Martin: "Abbandonati da tempo". Opposizioni critiche

Al posto delle fornaci sorgeranno alberghi. E lo scontro si infiamme in Consiglio comunale, tra chi vede in questa operazione un aiuto a Murano all'insegna di un turismo "non mordi e fuggi" e chi invece afferma che sarebbe stato meglio assicurarsi che al posto degli hotel potessero trovare spazio altre attività produttive. Chi ha ragione lo si vedrà solo nel medio lungo termine, fatto sta che il Consiglio comunale, nella seduta di giovedì, ha approvato gli interventi edilizi di ristrutturazione, con i relativi cambi d'uso, degli edifici costituenti i complessi industriali delle fornaci Da Majo e L.A.G. dell'isola lagunare.

Il primo intervento di riqualificazione riguardante l'ex De Majo, in fondamenta Navagero (che dispone di 17 corpi di fabbrica per una superficie coperta di oltre 4.000 metri quadrati), prevede la realizzazione di un albergo con 238 posti letto, un bar, un ufficio con sala riunioni, un negozio, due aree relax, un ristorante ed una sala conferenze. Nel secondo complesso, in fondamenta Sebastiano Santi, utilizzato dalla ditta L.A.G. (Lavorazione Artigiana Gocce) fin dal 1963 per la lavorazione del vetro, sarà realizzato un albergo con 75 posti letto, una hall con reception, un punto ristoro con sala colazione e alcuni locali tecnici e di servizio funzionali all'attività. Nell'area adiacente l'ex fornace, sarà inoltre allestita un'area verde pubblica.

"Entrambi gli interventi, realizzati dalla Società Leon srl, del valore di 37 milioni di euro, saranno compiuti valorizzando le preesistenze storiche e l'edificato industriale tipico dell'isola, prevedendo interventi di restauro conservativo dei prospetti degli edifici di testa e operando, negli edifici di archeologia industriale, limitate correzioni al partito architettonico esterno, nel rispetto del contesto urbano e paesaggistico in cui si inseriscono", dichiara in una nota il Comune.

“Non si rilancia la città solo con le idee - ha commentato a margine dell'approvazione della delibera l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin - servono anche i progetti. E i progetti, per essere realizzati hanno bisogno di risorse. Le due aree abbandonate verranno ora valorizzate in prospettiva turistica, in un'isola, Murano, che non ha strutture ricettive di queste dimensioni. Si tratterà di un intervento qualitativo perché porterà alla realizzazione di un albergo a quattro stelle di categoria superiore e costituirà un'occasione di beneficio pubblico grazie al milione di entrate in oneri di urbanizzazione. Verranno ripristinati due spazi verdi pubblici, con piantumazione e sistemazione a verde e videosorveglianza collegata con i sistemi della polizia municipale. Ci sarà anche un intervento di rigenerazione ambientale visto che si parla di fabbriche dismesse per la produzione del vetro”.

Nel ricordare poi come la delibera non vada contro le vetrerie, perché l'isola di Murano “deve restare la capitale del vetro” l'assessore ha sottolineato come l'atto rappresenti un'opportunità per rilanciare il P.I.P. di Sacca Serenella. “Se ci dovessero essere investitori nuovi interessati a sostenere attività artigianali o legate al terziario, ha detto De Martin - è arrivato il momento per proporre con forza e determinazione quest'area”.

Non dello stesso avviso la consigliera muranese del Movimento Cinque Stelle, Sara Visman, e del Partito Democratico, Monica Sambo: "Il problema non sono i due alberghi, è il metodo che si sta usando - ha dichiarato la prima - E' stato scelto di privilegiare il settore ricettivo e turistico. Di questo passo abdicheremo alla monocultura turistica in tutta Venezia". "Questa amministrazione continua ad approvare cambi d'uso ad ogni seduta del Consiglio - rincara la seconda consigliera - Sono ormai una decina gli interventi di questo genere. Per il futuro sostenibile della città serve un blocco dei cambi di destinazione d'uso".