Medici e infermieri al lavoro sull'emergenza Covid: 86 alloggi a loro disposizione

Le case Ater si trovano nei territori dei Covid hispital: Dolo, Villa Salus e Jesolo

Corsia di ospedale, archivio

L'Ater di Venezia ha messo a disposizione di medici e infermieri impegnati in prima linea nell'emergenza coronavirus, 86 alloggi nelle vicinanze dei Covid hospital: Dolo, Villa Salus e Jesolo. Mercoledì mattina il presidente Ater Raffaele Speranzon ha inviato una lettera con l’elenco dei civici delle abitazioni disponibili, già da subito, all’assessore regionale all’Ambiente e protezione civile Gianpaolo Bottacin, alla protezione civile e polizia locale della Regione Veneto e all’assessore regionale ai Servizi sociali, Manuela Lanzarin. «È un piccolo contributo in questo momento drammatico», ha detto Speranzon.

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La disponibilità

Si tratta di appartamenti pronti e liberi da subito, in cui sono finiti recentemente i lavori o che si sono resi ultimamente disponibili. Abitazioni che si trovano nelle vicinanze degli ospedali, facilmente raggiungibili. «Gli alloggi – aggiunge Speranzon - possono essere d’aiuto al personale medico e infermieristico chiamato a lavorare, anche da fuori, per l’emergenza sanitaria». Delle 86 abitazioni 45 sono state individuate nell’area di Villa Salus, tra Mestre e Favaro, 31 nell’area dell’ospedale di Dolo e comuni limitrofi, altre 10 a Jesolo. Hanno dimensioni diverse, con una metratura che va da un minimo di 42 metri fino ad un massimo di 102 metri. Le case dell'Ater dedicate al personale sanitario per la durata dell’emergenza non vanno a togliere nulla ai cittadini, non rientrano tra quelle dedicate alle emergenze abitative e non sono abitazioni che sarebbero state assegnate a breve ai cittadini. «Siamo in grado di concedere gratuitamente, da oggi e fino ad emergenza rientrata, questi alloggi al personale sanitario – conclude il presidente - che ne avesse necessità. Le aziende sanitarie potranno richiederle sia per ospitare personale volontario in arrivo da altre zone d'Italia o del mondo, sia per il personale già in servizio che risiede lontano dall'ospedale di lavoro».

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