Il veterinario non c'è, a visitare cani e gatti ci pensano i commessi

Striscia la Notizia ha smascherato un ambulatorio clandestino nel retro di un negozio di gadget per animali, a San Stino di Livenza

Quando il gatto non c'è i topi ballano, quando invece è il veterinario ad essere assente le visite le fanno i commessi. È quello che è emerso da un servizio di Edoardo Stoppa, inviato del telegiornale satirico e di denuncia Striscia la Notizia, che nei giorni scorsi ha compiuto un vero e proprio blitz in un negozio di gadget per animali a San Stino di Livenza, come riportato anche sulle pagine del Gazzettino.

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IN INCOGNITO – La segnalazione a Canale 5 sarebbe partita proprio da una cliente del negozio, resasi conto di aver portato il proprio cane da un veterinario “che in realtà veterinario non era”. Addirittura, racconta la donna ai microfoni di Stoppa, il personale del negozio avrebbe sterilizzato uno dei suoi gatti e visitato gli altri felini, il tutto sotto i suoi occhi perplessi, apponendo alla fine timbri e firme sui libretti sanitari degli animali. È quindi scattata l'operazione di “Striscia”, entrata nel locale incriminato con un cane “complice” e una telecamera nascosta: uno dei collaboratori del programma ha infatti portato “Toby”, un quattrozampe perfettamente addestrato, nel negozio e ha chiesto la profilassi per la filaria (malattia trasmessa dagli animali alle zanzare, molto pericolosa) e un vaccino polivalente; il personale del negozio ha accolto i finti clienti con cortesia e inusuale professionalità, sottolineando anche come non si possano fare entrambe le iniezioni richieste in una volta sola, pena il rischio di reazioni allergiche, e ha iniziato la visita al cane. A quel punto, però, è arrivato il volto noto di Striscia la Notizia, che è riuscito a strappare una “confessione” estemporanea al personale del negozio: timbri, firme e visite non sono in regola e, tra le mura di quell'ambulatorio improvvisato, lo sapevano bene; non ne aveva invece idea il veterinario sandonatese in servizio a San Stino solo lunedì. Ora sul caso indagano i carabinieri della stazione locale ed è stata avvisata anche l'azienda sanitaria: il reato contestato è quello di esercizio abusivo della professione e falso.

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