Amianto: “Decessi e tumori non sono parte del passato. Troppi i lavoratori oggi a rischio”

Piron (Cgil): "Alla Regione chiediamo previdenza, assistenza e supporto psicologico anche ai famigliari delle persone colpite da malattie legate all'esposizione sui luoghi di lavoro

Numeri che si perdono nei decenni ma che continuano purtroppo a farsi sentire sulla popolazione anche del Veneziano. L'amianto uccide, e lo fa a distanza di tempo. Di lutti, tra i parenti di chi lavorava soprattutto a Porto Marghera, ne sono stati subiti a centinaia (circa 800) e non è ancora finita. Venerdì mattina al parco scientifico "Vega" è stata organizzata una tavola rotonda intitolata "La salute dei residenti a Venezia e Mestre nelle indagini sulla popolazione". Si è tornati a parlare di tumori e di risarcimenti, e del bisogno di supporto psicologico dei tanti che hanno dovuto piangere la morte di un proprio caro.

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"La presenza di un aumento di mortalità o incidenza di malattie - spiega Enzo Merler, della Fondazione vittime dell'amianto Bepi Ferro -,  è per definizione il risultato di esposizioni che sono avvenute indietro nel tempo. Il problema è se questo sia ancora osservabile, come lo è del resto, e come e se, di conseguenza, queste popolazioni debbano essere considerate a maggior rischio e quindi tutelate”. È tutto fuorché un fantasma dei tempi dello splendore industriale del sito industriale di Porto Marghera, il problema dell'esposizione all'amianto, la mortalità e le patologie legate all’eternit.

Correlazioni

Molti gli studi compiuti per giungere a correlare i parametri, in termini di quantità di sostanze trovate sugli scomparsi, e le morti. Il legame oggi permette di sicuro di stabilire, a seconda del carico di fibre trovate nelle persone esaminate, a 25 anni dalla fine dell’esposizione, che il decesso è stato causato da amianto. Le epersone maggiormente colpite, di genere maschile, oggi hanno tra i 55 i 75 anni. I settori lavorativi hanno comportato differenti carichi di contaminazione. Tra quelli che hanno influito di più c'è quello della cantieristica navale. Non esenti i settori della chimica, della riparazione e costruzione di ferrovie, perfino la Miralanza, a Mira, azienda di produzione di detersivi, che ha adoperato amianto per la coibentazione dei locali produttivi.

Il progetto Sentieri coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità utilizza i flussi informativi sanitari disponibili, a livello comunale (mortalità, ospedalizzazione, incidenza oncologica e, ove fattibile, prevalenza delle malformazioni alla nascita), per un’attività permanente di sorveglianza epidemiologica mirata, in modo particolare, alle patologie per le quali esistano ipotesi a priori di interesse eziologico in relazione alle sorgenti di contaminazione. Presentata una riflessione sulla frequenza nel veneziano del mesotelioma, e sulle circostanze di esposizione ad amianto derivante dagli approfondimenti svolti dal Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza dell’azienda Ulss veneziana, e del registro regionale dei casi di mesotelioma e sui rischi di alcune attività lavorative.

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