«L'antenna non s'ha da fare»: ma interviene la forza pubblica. Il Comune con i cittadini

La denuncia: «Scene vergognose questa mattina a Burano. Gente trascinata via, una sedia spaccata». De Martin: «Multinazionale eccessiva e irrispettosa». In serata Vodafone fa sapere che domani non si recherà sull'isola

La protesta a Burano nella foto di un cittadino

Forza pubblica in assetto antisommossa, giovedì mattina a Burano. «No all'antenna. Antenna=Morte. I buranelli non sono cavie», sono alcuni degli slogan appesi per tutta l'isola, nei giorni scorsi, contro l'installazione del nuovo ripetitore della compagnia Vodafone, che ha scelto l'isola come destinazione. Così qualche buranello ha portato fuori le sedie da casa e si è piazzato davanti alla torre, lì dove la multinazionale stava per arrivare, per iniziare sopralluoghi e lavori. Quello che è successo dopo è stato raccontato da un residente: «Almeno tre persone sono state trascinate via con la forza, tanto che una sedia si è rotta. Un signore si sarebbe fatto male a un polso mentre tentava di rimanere aggrappato alla sedia, in modo da ostacolare il passaggio. Scene vergognose. Abbiamo foto e video. Ma i carabinieri hanno vietato di rendere pubbliche quelle immagini». 

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Lo stop

Più tardi Vodafone, a seguito della lettera inviata dall’assessore De Martin e delle successive interlocuzioni dirette, ha fatto sapere che domani non si recherà sull'isola e che sta valutando soluzioni alternative. «Non è vero che non vogliamo i ripetitori - spiega un residente - o che non siamo per la tecnologia e i telefonini, ma cerchiamo di evitare altre antenne dopo quelle che già sono state messe. Quando i tecnici sono arrivati a Burano oggi con tutto il materiale, cercando di farsi strada fino a entrare nella torre piezometrica, molti semplici cittadini, donne e uomini, hanno fatto resistenza passiva sedendosi davanti alla torre stessa, per manifestare il proprio dissenso all'installazione di un nuovo dispositivo».

La trattativa

Più tardi il Comune stesso è intervenuto a chiedere conto di quanto accaduto sull'isola. «Siamo rimasti esterrefatti per il comportamento della Vodafone - con cui l'amministrazione aveva già iniziato una trattativa nei giorni scorsi, in relazione all’installazione dell’antenna a Burano - Avevamo chiesto qualche giorno in più, prevedendo un posticipo dell’inizio dei lavori alla settimana prossima - afferma l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin -. Eccessivo il ricorso a un nutrito contingente di carabinieri in assetto antisommossa, quasi che le intenzioni da parte dei cittadini fossero bellicose».

Siti alternativi

«Ho formalizzato nuovamente la richiesta a Vodafone di una approfondita analisi dei siti alternativi (in ogni caso la concessione è temporanea) per spostare le antenne, e ho chiesto che l'intera fase dei lavori sia monitorata da Arpav, con oneri a carico di Vodafone. Abbiamo preso atto che il ministero dello Sviluppo economico ci ha intimato a proseguire nel rilascio della concessione, tuttavia è necessario che Vodafone prosegua una corretta relazione con l’amministrazione comunale e con i residenti di Burano. Assumere scelte operative di “pugno”, seppur legittime, è irrispettoso nei confronti della nostra comunità».

Il "complotto"

Sulla vicenda anche il Gruppo25Aprile: « Non è un bello spettacolo l'uso massiccio della forza pubblica per imporre gli interessi economici di una singola multinazionale». E qualcuno sulla pagina Facebook, commentando i post con l'intervento delle forze dell'ordine sull'isola pensa al complotto: «Non mi risulta che Vodafone paghi gli stipendi alle forze dell'ordine. La questione antenna è stata gestita in maniera disgustosa dal Comune che ha chiesto l'intervento della forza pubblica». «Vergogna. Immagine da rendere pubblica. E faccenda da approfondire».

La dichiarazione

A rendere una dichiarazione video è la consigliera 5 Stelle Sara Visman:

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