Casa assegnata, anziana non ci può entrare: "Comune senza soldi"

Una 76enne assegnataria di un alloggio alla Giudecca da due mesi è per strada: "E' un calvario. Hanno tolto i contatori ma ora non li rimettono"

La casa ce l'ha, le è stata assegnata di diritto. Ma da un paio di mesi, invece, una 76enne della Giudecca è costretta a fare una vita da "nomade", ospitata un giorno da una figlia, un giorno da un parente. In attesa che la sua situazione di impasse in cui è stata scaraventata si sblocchi. Sessanta giorni dal suo sfratto con tanto di forze dell'ordine intervenute alla Giudecca per motivi di ordine pubblico, ma un tetto sulla testa ancora non c'è. Motivo? "Il Comune non ha i soldi per rimpiazzare i contatori di luce e gas - dichiara la signora - Mi dicono che non ci sono risorse. Ma i contatori erano stati asportati da loro proprio per impedire che l'alloggio venisse occupato da qualche abusivo. Io abusiva non sono e ho tutto il diritto di poter andare a vivere in casa mia".

Una situazione, secondo l'anziana, che ogni giorno che passa si incarta sempre di più, senza vedere all'orizzonte, per ora, un lieto fine: "Ho 76 anni e vivo da sola - spiega - sono assegnataria di un alloggio comunale alla Giudecca regolarmente assegnato in base alla graduatoria e all'iter burocratico scattato a causa del mio sfratto precedente. Ora mi ritrovo con un alloggio ritenuto abitabile dai tecnici ma non accessibile perché è completamente mancante dei contatori per calcolare i consumi di acqua, luce e gas". La 76enne, che aspetta di andare a vivere alle Zitelle, ha deciso quindi di alzare la voce, puntando il dito contro il ping pong cui da un paio di mesi è costretta "da un ufficio all'altro senza avere risposta, dopo un trasloco in fretta e furia a causa anche dell'intervento della forza pubblica. E' una vergogna. Non posso prendere possesso di una casa che giustamente mi è stata assegnata, per quanto durerà questo calvario?".

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Tutto ruota attorno a quei 541 euro richiesti per posizionare i nuovi contatori: "Ma se sono stati loro a toglierli - attacca la figlia - Ora sono loro che dovrebbero riposizionarli. Perché dobbiamo pagare per qualcosa che mia madre non ha fatto?". La vicenda sarebbe precipitata in maniera repentina: il vecchio proprietario dell'abitazione in cui l'anziana viveva da una vita muore, cosicché i figli si spartiscono il suo patrimonio immobiliare. Il nuovo padrone si fa due conti in tasca e decide che quell'abitazione sarebbe stato più conveniente venderla al miglior offerente, optando per lo sfratto della 76enne. Che praticamente dall'oggi al domani ha dovuto traslocare senza avere un posto dove andare: "Mia madre ha lavorato una vita, ha sempre pagato le tasse - conclude la figlia - non è il trattamento che si merita. Invece gli extracomunitari arrivano qui e trovano tutto pronto. Io non sono razzista, ma solo se le vivi sulla tua pelle conosci certe cose. Queste differenze non dovrebbero esserci".

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