Nonna Aurelia Ines vicina ai figli con un tablet: «Vi aspetto quando passa il virus» VD

Ottantanove anni, originaria di Scorzè. Abituata al via vai di parenti e nipoti al centro Villa delle Magnolie dove risiede. Ora aspetta di riabbracciarli guardandoli sorridere da uno schermo

Aurelia Ines Buosi ospite Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier

Sono i più fragili, coloro che più di tutti sono rimasti isolati all'interno delle loro abitazioni o nelle case di cura dove alloggiano, quando non all'ospedale. Il coronavirus se l'è presa con gli anziani. Quelli che restano integri pagano un prezzo molto alto per il fatto di non poter incontrare, abbracciare, accarezzare figli, nipoti e parenti, dato l'isolamento sociale cui costringe questo virus. Proprio i cari ai quali si legano sempre di più e che sono la loro ragione di vita al passare degli anni.

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Nonna Aurelia Ines Buosi ha 89 anni. Era abituata al via vai di figli e nipoti che andavano a trovarla al centro servizi Villa delle Magnolie di Monastier (Treviso) dove risiede ormai da un anno. L'emergenza coronavirus ha costretto anche lei al blocco delle visite dei parenti. La paura del virus, come lo chiamano i 180 ospiti della struttura, ascoltando la tv e leggendo i giornali, è soprattutto per la salute dei loro familiari, quelli che sono fuori. 
Nonna Aurelia Ines, come gli altri, riesce ora a parlare con tutti i figli insieme e a vederli attraverso un tablet. Vede così anche i nipotini: «Sono in ottima salute - e tira un sospiro di sollievo - Ora che ho visto i miei famigliari sono più tranquilla. Li ho trovati molto bene. Ora sono contentissima. Anche perché io qui sto bene, sono seguita e mi vogliono bene», racconta.

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A Villa delle Magnolie sono svariate le attività che si svolgono in questi giorni di chiusura, soprattutto per andare ad integrare gli eventi pubblici del territorio, come le conferenze dell’università dell’Età libera di Treviso, che erano seguite da gran parte degli ospiti. Lettura del giornale, canto, laboratorio manipolativo, gruppi di stimolazione cognitiva, tombola, laboratorio di cucina, gruppi di ginnastica, impegnano gli ospiti quotidianamente. «E questo serve loro per distrarli da quello che accade fuori – racconta Raffaella Terzi, educatrice del centro servizi - Sono comunque consapevoli di quello che sta accadendo. Ed è per questo che uno dei momenti più attesi è proprio quello della video telefonata con i propri cari. Per accertarsi che tutti stiano bene». Nonna Aurelia Ines, un po' come tutti gli altri ospiti, nonostante l’età ha preso subito dimestichezza con i mezzi tecnologici e aiutata dalle operatrici durante la multi video chiamata scherza con le figlie: «Sono come una ventenne - dice e lancia un messaggio di speranza - Statemi a sentire. Vi aspetto quando passa il virus». Dal tablet arrivano le voci delle figlie: «Sì, faremo una grande festa».

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