Aqua Granda, la scienza in difesa di Venezia. "Nuove sfide nel futuro, il mondo ci aiuti"

Terzo convegno per il cinquantennale dall'alluvione del 1966. De Martin: "Non possiamo rimandare ulteriormente". Solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto in serata

Ricostruire il contributo della scienza nel passato per inquadrare il ruolo attuale e futuro, in un momento importante nella strategia di difesa della città e della sua laguna. Terzo e ultimo convegno giovedì mattina nelle sale apollinee del Teatro La Fenice, nell'ambito del calendario di iniziative promosse per il cinquantenario dell'Aqua Granda. A confrontarsi sul tema i rappresentanti di istituzioni, università e istituti di ricerca, tra cui l'assessore all'Ambiente, Massimiliano De Martin, il coordinatore scientifico dei convegni promossi per il cinquantenario Amerigo Restucci, il rettore dell’università Ca’ Foscari, Michele Bugliesi, il presidente del consorzio di bonifica Veneto Orientale, Giorgio Piazza, e il direttore dell’istituto di scienze marine di Venezia, Fabio Trincardi.

De Martin ha voluto aprire il suo intervento esprimendo solidarietà e vicinanza a tutte le popolazioni colpite ieri sera dal terremoto nel centro Italia, con l'augurio che la macchina dei soccorsi metta in atto al più presto le procedure di emergenza. Mai come oggi il riferimento di Restucci al “Principe” di Machiavelli e all'importanza di prevenire le calamità naturali, filo conduttore degli appuntamenti per ricordare l'alluvione del '66, è sembrato più calzante.

“Oggi come ieri – ha continuato poi l'assessore - stiamo attuando progetti di salvaguardia dall'acqua di questa città, costruita nella sua laguna, da sempre compresa tra due elementi, il mare e la terra. La storia ci insegna che già dal 1300 si è dato impulso alla realizzazione di opere di conservazione della laguna per gestire la fragilità delle rive, l'instabilità delle correnti, l'umore imprevedibile delle acque marine e dei venti, con interventi di protezione di salvaguardia della città”. In un dettagliato excursus storico l'assessore ha ricordato la costruzione dei murazzi nell'isola del Lido e Pellestrina nel 1740, la conterminazione della laguna nel 1791 e il passaggio dalle otto bocche di porto naturali alle tre attuali. Poi la trasformazione di Porto Marghera a partire dal 1920 e la realizzazione dell'aeroporto internazionale Marco Polo nel 1961.

"Grazie all'ingegno la città ha saputo mantenere il più alto equilibrio domando le acque dalle forze della natura. L'Aqua granda del '66 – ha continuato De Martin - ha segnato però un punto si svolta. Il dibattito di quegli anni scosse le coscienze. Scienziati, uomini di cultura, giornalisti, parlamentari e veneziani si mobilitarono per capire cosa fosse successo, con uno sguardo al futuro. Lo Stato intervenne nel '73 con la prima Legge speciale, poi nell'84 con la seconda Legge speciale. Oggi però – ha sottolineato De Martin - come abbiamo ripetuto più volte in occasione di questa ricorrenza, da troppi anni la Legge speciale non viene più rifinanziata. Nonostante tutto Venezia ha continuato a rimboccarsi le maniche, ottenendo importanti risultati in ambito di riduzione dell'inquinamento delle acque e di manutenzione della città. Grazie all'impegno dell'Amministrazione abbiamo avviato un piano di interventi per lo scavo dei rii in umido e stiamo portando a termine il piano delle acque a livello metropolitano. Il Mose deve essere completato perché Venezia deve essere salvaguardata, ma le sfide per il futuro ci attendono e non possiamo rimandare ulteriormente.”

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"In questo contesto il ruolo delle università - ha spiegato il rettore di Ca' Foscari, Bugliesi - deve essere quello di àncora a cui le istituzioni possono legarsi per contribuire alla crescita economica, riconoscendo loro non solo un ruolo di guida scientifica, ma anche di sviluppo del capitale umano”. "Se il mondo ha bisogno di Venezia – ha detto infine De Martin - allora contribuisca alla salvaguardia e al mantenimento di questo patrimonio universale”.

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