Giampaolo Pighin suicida: fatale il dolore per la perdita della moglie

L'architetto 62enne domenica pomeriggio si è sparato per strada a Zelarino, vicino alla sua abitazione. L'uomo, molto conosciuto per il suo attivismo politico, era vedovo da febbraio 2011

Giampaolo Pighin

Non ce l'ha fatta a superare la morte della moglie. Giampaolo Pighin, uno dei costruttori più conosciuti di Mestre, sempre in prima linea dal punto di vista politico per l'autonomia della terraferma mestrina rispetto al centro storico veneziano, ieri pomeriggio si è sparato per strada a Zelarino, vicino alla propria abitazione.

 

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Sessantadue anni, vedovo da quel maledetto 24 febbraio 2011 quando la moglie aveva smesso di combattere contro il tumore che l'affliggeva, Pighin è stato uno dei personaggi di primo piano della società civile veneziana. Da quando non aveva più Paola al suo fianco, però, tutto era diventato più difficile, e con ogni probabilità i morsi della depressione avevano da subito iniziato a insinuarsi nella quotidianità, invisibili anche a chi gli stava più vicino, nonostante il 62enne avrebbe confidato ad alcuni amici di non farcela più ad andare avanti.

Dopo la morte della moglie la sua attività comunque non si era fermata. Pighin aveva continuato a gestire il proprio studio a due passi da piazza Ferretto e aveva continuato a impegnarsi e battersi con la sua civica "Per Mestre Comune". Ieri pomeriggio, però, domenica, giorno di riposo dove il lavoro non arriva a occuparti la mente, la decisione di farla finita. Il pranzo con i parenti di Paola, abitudine consolidata, e poi il rifiuto di un invito a cena di alcuni amici. Stanchezza, la ragione addotta da Pighin.

Poi la decisione di uscire di casa con una pistola in tasca, camminare per le vie di Zelarino e, alla fine, premere il grilletto.

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