Orsoni arrestato: "Finanziamenti irregolari per circa 500mila euro"

Secondo il gip non meno di 390mila euro sarebbero stati corrisposti in nero per la campagna elettorale del 2010. Mazzacurati: "In alcuni casi sono andato io di persona a casa sua a darglieli. Mi chiese più soldi"

Giorgio Orsoni (©TM News Infophoto)

C'era la parte ufficiale e c'era la parte in nero. Una parte consistente, che secondo la Procura non sarebbe inferiore ai 390mila euro, sarebbe stata corrisposta in contanti direttamente a Orsoni o da persone fidate o addirittura dallo stesso ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati.

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IL FINANZIAMENTO "UFFICIALE" - Il finanziamento illecito di 110 mila euro alla campagna elettorale di Giorgio Orsoni nel 2010 si sarebbe poggiato, secondo l'ordinanza che ha disposto per il sindaco di Venezia gli arresti domiciliari, anche su una sorta di triangolazione di fatture tra aziende facenti parti della galassia del Consorzio Venezia Nuova. Proprio dal Cvn sarebbero partiti i soldi che poi, tramite una partita di giro, sarebbero finiti nel conto corrente del comitato promotore per l'elezione di Orsoni a primo cittadino. Formalmente, però, erano altre le ditte che figuravano come mittenti dell'elargizione (che poi sarebbero rientrate in altro modo dell'esborso, anche prefigurandosi delle future commesse in caso di elezione di Orsoni).

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A far luce sul sistema è l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati, che durante gli interrogatori ha sottolineato come le campagne elettorali di Lia Sartori all'Europarlamento e di Giampietro Marchese del Pd si siano contraddistinte per gli stessi sotterfugi. "Siete un gruppo forte - avrebbe dichiarato Orsoni durante una pausa da un convegno al Laguna Palace il 25 marzo 2010 a uno dei rappresentanti delle ditte in gioco - Siete degli amici veri. Questa cosa sapevo che stava maturando, ma non sapevo in questi termini. Tra l'altro sono davvero meravigliato dello sforzo addirittura superiore alle attese e ti ringrazio molto".

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A parlare è Nicola Falconi, il quale racconta il colloquio avuto con l'allora candidato sindaco a Pio Savioli, del Cvn. Sono parole riferite, su cui quindi naturalmente non c'è certezza. Il gip, però, sottolinea nell'ordinanza come in questo scambio di battute si possa dimostrare come Orsoni fosse consapevole che i soldi provenissero in verità dal Consorzio Venezia Nuova. Lo denoterebbe l'utilizzo della parola "gruppo". Il 29 marzo poi sempre l'esponente della ditta racconta a Savioli che Orsoni gli disse: "Volevo ringraziarti per il sostegno che avete deciso con il gruppo dell'ingegnere (Mazzacurati, ndr). Già che l'avete deciso se potevi insomma farlo perché abbiamo una certa urgenza".

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LE CONSEGNE DEI SOLDI IN NERO - Tutto questo per quanto riguarda le operazioni fatturate. L'impegno economico del Consorzio Venezia Nuova, però, durante la campagna per le amministrative del 2010 avrebbe raggiunto i 500mila euro a favore del candidato primo cittadino. Poco più di centomila euro sarebbero arrivati attraverso il giro di fatturazioni, il resto sarebbe avvenuto in nero. Lo raccontano Giovanni Mazzacurati e Piergiorgio Baita durante due interrogatori: l'ex ad della Mantovani avrebbe dichiarato di avere consegnato personalmente 50mila euro nella sede del Cvn a una persona di fiducia. Somma indirizzata direttamente a Orsoni.

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Chi invece avrebbe incontrato l'attuale primo cittadino a tu per tu, e più volte, sarebbe stato Mazzacurati. Secondo le intercettazioni ci sarebbero stati almeno otto faccia a faccia tra i due in pochi mesi al tempo della campagna elettorale. "La parte regolare dei finanziamenti è una piccola parte rispetto al totale che è stato rilevante - ha dichiarato davanti agli inquirenti l'ingegnere - noi avevamo previsto di spendere molto meno e poi invece Orsoni mi ha detto che aveva bisogno di altri soldi". Mazzacurati ha dichiarato che per una parte dei soldi in nero fu proprio lui a raggiungere l'abitazione di Orsoni in centro storico. In quattro mesi gli avrebbe portato ogni volta fino a centocinquantamila euro in contanti. "Gli è stata data una cifra tra i 450 e 500 (mila euro, ndr) - dichiara Mazzacurati - e di questi il 10% mi sembra sono regolari". E in un altro passaggio: "A casa ho portato la differenza, ogni volta gli portavo 100mila euro, 150mila euro, fino al completamento. All'inizio Orsoni mi parlò di centomila euro, poi non sono bastati assolutamente". Secondo il gip questo passaggio dimostra, come scrive nell'ordinanza, che "quando Orsoni chiese ulteriori soldi, allora per questi fu adottata la modalità del finanziamento in nero, non inferiore a 390mila euro".

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