Carnevale, male gli artigiani: - 25%. Se la prendono anche col Comune

Importante flessione per le imprese veneziane, dai parrucchieri ai venditori di maschere. Colpa anche della carenza di manifestazioni, spiegano

Arrivano i risultati dell'indagine di Confartigianato sulle vendite a Carnevale, e c'è poco da stare allegri: secondo la categoria l’esito è stato ben più negativo di quanto si era ipotizzato. Rispetto al 2014 le vendite delle imprese veneziane (parrucchieri, negozi di maschere, vetro a lume, bigiotteria/oggettistica, costumi/atelier, gelaterie, pizze al taglio, carta) nel periodo della festività hanno subito una flessione pari al -25,5%. Lo scontrino medio si è fermato a 15,81 euro, con un picco soltanto il 14 febbraio, probabilmente merito della festività di San Valentino.

Nel questionario gli artigiani hanno espresso il proprio parere sulle motivazioni di questa flessione: evidenziano in particolare la concorrenza sleale dei prodotti d'importazione di scarsa qualità, oltre che l'allarmismo dei media sulla possibilità di attacchi terroristici. Ma si lamentano anche dell'operato del Comune, colpevole di aver organizzato pochi eventi e mal pubblicizzati, e in generale del perdurare della crisi economica.

Gilberto Dal Corso, presidente di Confartigianato Venezia: "Alcuni commercianti con il Carnevale 2015 hanno ricevuto il colpo di grazia, decidendo di chiudere l'attività. Il mix creatosi tra crisi dei consumi e un turismo inutile quanto invasivo è stato micidiale. Cito ad esempio la situazione di Calle dei Fabbri, di fatto vuota, chiusa spesso e con il senso unico per problemi di viabilità e di ressa, con i negozianti che si guardavano fra loro impotenti. Una scena desolante".

Gianni De Checchi, segretario di Confartgianato Venezia, rincara la dose: "La città è sopraffatta da un numero di persone inaudito, che girano per calli riempiendo i cestini di rifiuti, prendono i battelli, ma che non lasciano nulla alle attività veneziane. A parte i bar e i caffè, persino le gelaterie non riescono a vedere più la differenza tra il periodo di Carnevale e il resto dell'anno. Per non parlare dei negozi di maschere in crisi e non vendono nemmeno durante la festività".

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