Numero insegnanti-bimbi nei nido, il Comune resta sulle sue posizioni: "Aspettiamo la Regione"

I rappresentanti del Consiglio dei nido si è riunito con l'assessore Romor giovedì. Le parti non si sono avvicinate, con differenti interpretazioni sulla legge regionale vigente

Troppi bambini, per un numero esigui di insegnanti. Ma al Coordinamento dei Consigli dei Nidi tra assessore Romor, dirigente Silvia Grandese, presidenti dei consigli di nido e due educatrici tenutosi nel tardo pomeriggio di giovedì a Ca' Farsetti, non ci sono stati sviluppi di sorta. Le parti, di fatto, rimangono sulle proprie posizioni, oggetto del contendere l'intepretazione della legge regionale che regola proprio il rapporto numerico tra educatori e bambini. Il Comune la vede in un modo, le educatrici in un'altra, ecco perché ad entrare in campo, ora, dovrà essere la Regione.

Il Comune continua a sostenere che la sua intepretazione sia quella corretta - spiega Giulia Sandi, vicepresidente del Consiglio di nido dell'asilo Onda - Noi già a suo tempo abbiamo ritenuto necessario richiedere alla Regione l’interpretazione autentica della legge che regola questo rapporto. La risposta conferma i nostri dubbi. Tale rapporto, infatti, deve essere rispettato durante tutto l’orario di apertura delle strutture, pertanto l’organico e i turni ricoperti devono garantire il rispetto di tale legge sempre e non solo durante le fasce orarie di massima compresenza".

Al momento, secondo quanto sostengono i rappresentanti, basandosi su semplice un calcolo matematico, l’amministrazione cercherebbe di garantire il numero minimo di educatrici in relazione al numero di bambini presenti alle 9 di mattina. "Questo però è il numero totale di maestre presenti ogni giorno, senza valutare che i turni ricoprono al massimo 6 ore, e l’effettiva compresenza in cui il rapporto numerico viene rispettato è di un paio d’ore in tutto, non rispettando quindi per il resto della giornata la legge regionale, e minando di conseguenza la sicurezza dei bambini. Tutto è stato confermato anche dal Garante dei diritti dei minori, da noi interpellato".

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Nonostante ciò, le parti sono ancora molto distanti, e solo la Regione potrà fungere da giudice. Se lo riterrà opportuno. "Abbiamo richiesto alla Regione di fare delle verifiche, di scrivere in modo più chiaro possibile al Comune l'intepretazione della legge. Da quanto sappiamo, si stanno muovendo in tal senso. L'amministrazione, per parte sua, continua ad attaccarsi a dei cavilli, arrampicandosi sugli specchi".

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