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Impresa edile veneziana "dimentica" di dichiarare 4,5 milioni di euro al Fisco

Nella rete della Finanza finiscono anche cinque esercizi veneziani per la mancata emissione reiterata di scontrini. Un evasore totale anche a San Donà e a Fossalta di Portogruaro

La redazione 30 luglio 2012
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Altri controlli della guardia di finanza e altri evasori totali scoperti. Stavolta a finire nella rete dei baschi verdi è stata un'azienda edile del centro storico veneziano, attiva sia nella costruzione che nella locazione degli immobili. L'impresa avrebbe omesso di dichiarare al Fisco introiti per 4,5 milioni di euro e di pagare un'Iva di 915mila 741 euro. Non sarebbe stato dichiarata proprio nessuna "entrata".

Scoperta anche un'azienda di vigilanza privata di Fossalta di Portogruaro che si è "dimenticata" di dichiarare 104mila euro d'introiti e di pagare quasi 21mila euro di Iva. Altra evasione "elatante", infine, quella del titolare di una ditta di manutenzione di giardini di San Donà di Piave che avrebbe omesso 519mila euro, cui si devono aggiungere 104mila euro d'Iva non pagata.

Il 27 luglio i controlli della guardia di finanza si sono concentrati anche sulla mancata emissione di scontrini. In questo sono stati cinque i locali del centro storico a subire una chiusura temporanea per non essere risultati in regola (uno attivo nella vendita al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio, due di bigiotteria e chincaglierie, uno nella produzione di gelati e un bar). Se, infatti, in un certo lasso di tempo l'esercizio viene scoperto per quattro volte a non rilasciare la ricevuta scatta la sanzione. In questo caso la chiusura. A Venezia e provincia sono stati 185 i controlli di questo tipo, con 68 violazioni (incidente del 36,56%).

Per quanto riguarda il lavoro nero in questo caso è San Donà di Piave a finire nel mirino: sono stati quattro i lavoratori senza contratto scoperti, sia in negozi che in ristoranti e bar. Uno anche a Mirano, un altro a Jesolo.

Circa 40.700 i prodotti sequestrati perché contraffatti o sprovvisti delle indicazioni dettate dal codice del consumo, tra cui articoli delle più diverse categorie merceologiche: abbigliamento e accessori, chincaglieria, prodotti per l’igiene e la cura della persona, occhiali, giocattoli per il mare, borse e souvenir, con conseguente denuncia. In questo frangente, ma non solo, sono state 40 le persone, soprattutto extracomunitarie, identificati e verbalizzati per vendita di prodotti contraffatti. La maggior parte delle segnalazioni a Jesolo.

Il reparto operativo aeronavale di Venezia ha concorso, anche in orario notturno, con l’impiego di 16 unità navali, controllando 55 natanti e identificando 72 soggetti, specialmente in materia di contrasto alla disciplina sul trasporto di persone e cose e di accise sui carburanti. Trentasei i verbali di contestazione redatti: 8 per inosservanza dei limiti di velocità in laguna, 2 per irregolare compilazione del libretto dei carburanti ad uso agevolato, 23 per omessa compilazione del documento relativo al trasporto dei passeggeri, 2 per l’omessa comunicazione di imbarco di sostituti addetti al trasporto di persone, 1 per lavoratore in nero individuato.

In più sono state 34 le piantine di marijuana sequestrate dalle fiamme gialle in tutto il veneziano.

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