Baby gang, gli interrogatori: «Avevamo bevuto. I furti? Non c'era un motivo»

Prime dichiarazioni davanti ai giudici. Il 18enne di Venezia: «Sono pentito, chiedo scusa»

Piazzale Cialdini a Mestre

Dietro alle aggressioni e ai furti spesso c'era l'alcol. «Avevamo bevuto», ha detto uno dei ragazzi arrestati l'altro giorno nell'ambito dell'inchiesta sulle baby gang veneziane quando è stato interrogato dal giudice. E i furti? «Non c'era un motivo per il quale li facessimo». Per noia, per passare il tempo. E' questo che emerge dai primi interrogatori di un 18enne di Mestre e un 19enne di Treviso, il primo finito in carcere perchè accusato di nove furti e il secondo per tre rapine violente (in Campo Sant'Aponal, a San Basilio e al Lido di Venezia).

I furti

I ragazzo sono stati sentiti ieri e hanno chiarito le loro posizioni, hanno ammesso alcuni dei fatti commessi, altri li hanno negati. Il 18enne, per esempio, ha confermato di aver partecipato a un furto al liceo Guggenheim, all'interno del quale si è anche fatto una foto che ha postato sui suoi profilo social, ma ha negato di essere entrato nella sede della polizia municipale di Marghera a rubare divise e attrezzature. 

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Le scuse

Oltre a loro, è stato sentito anche il 18enne di Sant'Elena che è agli arresti domiciliari per aver partecipato a una rapina ai danni di un cittadino bengalese il 2 febbraio in via Podgora a Mestre. il ragazzo ha chiesto scusa di fronte al giudice, dicendosi dispiaciuto. «Sono pentito, mi sento responsabile anche se ho avuto un ruolo secondario. Sono pentito di non essere intervenuto in difesa di quell'uomo», ha detto al gip. Il 18enne, infatti, non ha picchiato la vittima ma si è posizionato alle sue spalle bloccandole la fuga mentre i complici la pestavano.

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