Ritrovata a Venezia Malak, la bambina di 11 anni scomparsa a Revine Lago

La piccola, chiamata anche Angela, di origine marocchina, è stata segnalata da una passante alle 11.30 ai Giardini Reali. Era arrivata in città in treno alle 16 di ieri, passando la notte in ostello

E' stata trovata verso le 11.30 di stamattina nei Giardini Reali vicino piazza San Marco la piccola Malak, la bimba 11enne di origine marocchina scomparsa ieri pomeriggio dalla casa dei genitori nelle vicinanze del lago di Revine. L'identificazione qualche decina di minuti più tardi, ad opera dei carabinieri della compagnia di Vittorio Veneto, titolari delle indagini dopo la denuncia di scomparsa depositata dalla madre nel tardo pomeriggio di ieri.

 

La bambina è stata segnalata da un passante mentre camminava da sola. La piccola poi è stata affidata agli uffici della polizia municipale, fino all'arrivo dei militari dell'Arma. La madre di Malak mercoledì sera aveva lanciato un appello disperato tramite la trasmissione Chi l'Ha Visto? su Raitre, e proprio grazie alla foto trasmessa in tv il passante si è insospettito. Per la bambina, infatti, chiamata anche Angela, si era temuto il peggio. L'uomo le si è avvicinato dicendole: "tu sei quella segnalata ieri come la ragazza scomparsa?". Malak ha annuito.

La ragazza, in buone condizioni di salute anche se frastornata, è già ripartita in tarda mattinata alla volta di Revine Lago, ma dovrà essere sentita dal magistrato della Procura del tribunale dei minori al fine di capire le motivazioni che l'hanno spinta a lasciare la sua casa e le modalità con cui ha raggiunto Venezia. Avrebbe preso l'autobus fino a Conegliano (senza pagare il biglietto), per poi salire su un treno e arrivare a Venezia verso le 16. Dopodiché sarebbe rimasta alcune ore sui gradini della stazione di Venezia Santa Lucia per poi chiedere "asilo" a una affittacamere che aveva già frequentato l'anno scorso. Lì avrebbe anche passato la notte, visto che la titolare si sarebbe impietosita e non le avrebbe chiesto alcun corrispettivo in denaro o perché si trovasse da sola. L'11enne, infatti, aveva in tasca solo dieci euro, spesi per il treno e per un trancio di pizza consumato la sera vicino alla stazione ferroviaria.

Da questa mattina le ricerche si erano fatte febbrili attorno al lago di Revine. La piccola era stata vista l'ultima volta da uno zio mercoledì mattina, che l'aveva rimproverata perché l'aveva sorpresa a fare il bagno in un punto dello specchio d'acqua pericoloso, dicendo che lo avrebbe detto alla madre. Poi di lei più nessuna notizia. I carabinieri della compagnia di Vittorio Veneto, titolari dell'indagine, però, approfondiranno la situazione familiare in cui si trovava a vivere la bambina, vista la reazione "spropositata" della stessa.

Fino alle 4, i soccorritori avevano cercato l'adolescente lungo le sponde dei laghi, nei pressi della scuola e nei luoghi dove era solita giocare, per riprendere stamane alle 7. Ieri sera era arrivata anche un'unità cinofila da traccia del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi. Da diversi punti di partenza il segugio ha sempre portato il suo conduttore nello stesso posto, su una strada.

"Voglio ringraziare tutti - ha dichiarato la madre Naima El Berjiji - mi sono stati tutti vicino. Ho avuto un forte segno di affetto; ieri sono stata avvicinata da moltissime persone, anche molti ragazzi di Revine che mi hanno detto che potevo contare su di loro per qualsiasi cosa. E' un grande segno di affetto, perché i buoni rapporti non hanno confini o nazionalità". Queste parole subito prima del lungo abbraccio nella caserma di Cison Valmarino con la figlia, durato alcuni minuti e contrattistinto da un lungo dialogo in lingua marocchina.

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