No al gonfalone a piazza San Pietro "Scambiato per il simbolo leghista"

Il vessillo dell'evangelista San Marco è stato ammainato dietro l'ordine della polizia, che vigila perché non arrivino all'Angelus simboli politici

A casa di Pietro non si arriva insieme a Marco, si rischia di venire scambiati per poco di buono. No, non si parla di inimicizie tra coetanei o brutte compagnie: come hanno scoperto gli studenti veneziani in visita a Roma, infatti, tentare di issare nella piazza davanti alla basilica il gonfalone della laguna non è infatti visto di buon occhio nella Città Eterna, dato che, come riporta il Gazzettino, la bandiera orogranata rischia di venire confusa con il simbolo della Liga Veneta.

NIENTE POLITICA – La piccola disavventura è capitata al gruppetto di universitari in visita a piazza San Pietro domenica, per ascoltare l'Angelus di Papa Francesco. I ragazzi sono arrivati nella Capitale accompagnati da don Antonio Biancotto, parroco di San Cassian e Santo Stefano, e sono stati anche salutati ufficialmente dal Santo Padre, che parlando dal balcone ha ricordato “gli universitari di Venezia”, eppure quando è stato il momento di issare in alto il gonfalone della Serenissima l'idillio romano si è spezzato: un poliziotto ha infatti avvicinato i giovani e ha intimato loro di “ammainare” subito il vessillo del Leone, che garriva non gradito nel cuore della cristianità. Gli studenti hanno obbedito, non senza qualche comprensibile resistenza, ma poi hanno cercato di vederci chiaro e hanno chiesto spiegazioni all'Ispettorato vaticano, che ha motivato l'episodio come un banale equivoco: “Bandiere e simboli regionali o cittadini – spiegano dalla Santa Sede – non sono assolutamente vietati a San Pietro, ma lo sono invece i vessilli e gli striscioni politici o di partito. L'unica spiegazione possibile quindi – concludono dall'ufficio vaticano – è che qualcuno abbia scambiato lo storico gonfalone di Venezia per una bandiera leghista”. Insomma, per un banale malinteso l'apostolo Pietro ha scacciato l'evangelista Marco dal salotto di casa sua, ma forse questo semplice episodio offre lo spunto per una riflessione più generale: appropriarsi e politicizzare simboli storici può infatti avere risvolti spiacevoli e, soprattutto, finisce per appiattire le tradizioni e l'identità culturale di un popolo, sacrificate nella caccia a qualche voto in più.

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