La conferma dell'artista: il graffito apparso a Venezia è di Banksy

Il murales è stato visto per la prima volta due settimane fa, in prossimità di Santa Margherita. Con un post su Instagram il writer inglese mette la parola fine alle speculazioni degli ultimi giorni

È di Banksy o non è di Banksy? Dopo diversi giorni dalla sua apparizione sulla facciata di un edificio a pochi passi da campo Santa Margherita, il celebre e misterioso writer inglese ha rivendicato a mezzo Instagram la paternità del graffito che da tempo fa discutere dai critici alla gente comune sui social network. Ma ora non ci sono più dubbi: quel bambino (o bambina) che indossa un giubbotto salvagente e tiene in mano un razzo segnaletico è farina del suo sacco.

Il graffito comparso due settimane fa

Il graffito era comparso più di dieci giorni fa, nella notte di venerdì 10 maggio, in tempo di vernissage della Biennale d'Arte di Venezia. In contemporanea, il writer inglese aveva esposto la sua personalissima installazione in bacino di San Marco (che abbiamo documentato ieri, ndr): nove quadretti di protesta raffiguranti una nave da crociera in una Venezia d'altri tempi. Il tutto postato sempre a mezzo social dall'artista: un video nel quale si intravede quello che è quasi sicuramente un attore, cacciato dagli agenti della polizia locale perché occupa suolo pubblico con le sue opere senza averne il permesso.

Un patrimonio da tutelare

E se c'è chi nei giorni scorsi ha gridato a gran voce allo scandalo, per un graffito che deturperebbe Venezia e la sua storia, sono già moltissimi gli appelli delle persone che si augurano che l'opera d'arte non venga minimamente intaccata. Ci scrive, a tal proposito, un nostro lettore: «Bisogna assicurarsi l’incolumità dell’opera il prima possibile. Verrò nella vostra città molto presto anche per questo». Ma di appelli simili, se ne contano già a decine. E sono destinati a crescere: già oggi pomeriggio parecchia gente si è fermata in prossimità del ponte di San Pantalon per ammirare il graffito e scattare una foto. Un particolare: il graffito è già presente su Google Maps con il nome "Opera di Bansky (Piccolo migrante col razzo)".

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