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Martedì, 23 Aprile 2024
Cronaca

"Livelli troppo elevati di benzene", la Finanza sequestra 400mila bastoncini d'incenso

Denunciati 2 commercianti cinesi che vendevano la merce, prodotta in India. Uno a Marcon. Scoperta possibile grazie a uno strumento a raggi X messo a disposizione da Adiconsum

A mettere in allerta la guardia di finanza è stato un particolare apparecchio ai raggi x messo a disposizione da Adiconsum Veneto. Un'apparecchiatura che ha permesso alla guardia di finanza di Venezia di sequestrare ben 400mila bastoncini di incenso per profumazione ambienti che contenevano, secondo le analisi di laboratorio, una quantità di benzene ampiamente superiore alla norma. Nel mirino sono finiti tre esercizi commerciali a conduzione cinese, passati al setaccio con il marchingegno. Uno a Marcon, gli altri a Susegana (Treviso) e nella zona industriale di Padova. Due le persone coinvolte, una titolare del negozio in provincia di Venezia e l'altra proprietaria degli altri due.

Troppo benzene

Una prima analisi dei i bastoncini ha segnalato dei valori sospetti; i successivi approfondimenti in laboratorio hanno effettivamente confermato la presenza in quantità eccessive di benzene, sostanza considerata potenzialmente cancerogena dall'Organizzazione mondiale della sanità. A certificare il problema sono state le verifiche del laboratorio accreditato: "Le analisi sono state eseguite grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione, nell’ambito dell’accordo con Unioncamere e Adiconsum Veneto sottoscritto il 30 gennaio 2018 - si legge in una nota - Nelle indicazioni riportate nel biglietto che accompagnava le confezioni, corredate da scritte rassicuranti sui poteri antistress degli aromi, i valori delle sostanze chimiche dichiarate erano invece indicati entro le normali soglie". 

Commercianti denunciati

I successivi approfondimenti documentali avrebbero permesso di appurare che i bastoncini di incenso erano stati prodotti in India ed erano arrivati in Italia via Spagna. Il titolare dei negozi di Susegana e Padova, a sua volta, vendeva i prodotti a quello di Marcon. Gli imprenditori che avevano messo in vendita la merce sequestrata, del valore di circa 100mila euro, sono stati denunciati: contestati il reato di contraffazione del codice penale e la violazione dei regolamenti euoropei sui limiti di sostanze tossiche.

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