Ora Lignano, prima Gorgo. Bettin: "E c'è ancora un assassino in libertà"

L'assessore all'Ambiente sulla tragedia di cinque anni fa: "Le carte del processo dicono che ci fu un quarto mai trovato. E' cambiato poco nel modo di affrontare queste tragedie da allora a oggi"

L'impronta mai identificata trovata a Gorgo al Monticano

Cinque anni fa. Esatti. Era il 21 agosto del 2007 quando a Gorgo al Monticano, nel Trevigiano, per una rapina vennero brutalmente uccisi i coniugi Pellicciardi, trucidati da una banda di tre malviventi. Più un quarto, che le carte del processo indicherebbero chiaramente, ma che per ora non è mai stato assicurato alla giustizia. Un delitto che rimane nella mente dei veneti, come rimarrà quello di Lignano Sabbiadoro di qualche giorno fa: domenica mattina Rosetta Sostero, 65 anni, e Paolo Burgato, 69, sono stati trovati sgozzati nella loro villa. Una rapina, come cinque anni fa. Inaudita violenza, come cinque anni fa. Paura, emozione e indignazione, come cinque anni fa.

"Le modalità sembrano essere analoghe - spiega l'assessore all'Ambiente del Comune di Venezia Gianfranco Bettin, sociologo che sulla tragedia di Gorgo al Monticano ha scritto un libro - anche se per Lignano tutte le piste rimangono ancora aperte secondo gli inquirenti. Questi sono reati che lasciano il segno, soprattutto dal punto di vista psicologico. Sono predatori, ti entrano in casa, violano il tuo luogo più intimo. Anche nei casi "meno gravi" lasciano strascichi emotivi".

E intanto il quarto componente della banda di Gorgo al Monticano, la cui esistenza si basa su un impronta rilevata nel luogo del delitto dagli inquirenti mai attribuita a nessuno, è ancora in libertà. Su questo fatto l'assessore è sicuro: "Non ci sono dubbi - spiega - lo dimostrano le carte del processo. Nel Nordest da quel momento ci sono stati altri assalti simili". E da allora nella nostra regione, forse, la paura è aumentata: "Vero, anche se dal punto di vista statistico questi delitti efferati non sono molti, hanno lasciato solchi profondi nella nostra società - afferma Bettin - E in cinque anni non è cambiato molto il nostro modo di affrontare queste tragedie".

Tre sono le proposte, o le linee guida, che l'assessore propone: "Prima di tutto la costituzione di un fondo statale per il risarcimento delle vittime. Il paradosso è che il figlio dei coniugi Pellicciardi ha ottenuto un risarcimento di 800mila euro che i due colpevoli condannati non hanno. Quindi non li vedrà mai. Facciamo questo fondo, poi chi deve pagare lo potrebbe fare in modi alternativi". Nel mirino finiscono anche i tagli alle forze dell'ordine: "Non possiamo togliere risorse all'unica faccia affidabile dello Stato - commenta Bettin - bisogna invertire la tendenza". In terzo luogo, introdurre un'aggravante più pesante per tutti i reati che vengono commessi nelle case altrui: "Dal più efferato al meno grave - spiega l'assessore - Tanto più nel caso di violenze. Perché violare il domicilio altrui determina conseguenze devastanti".

Perché prima di Gorgo al Monticano, e a maggior ragione molto prima di ciò che è accaduto a Lignano Sabbiadoro, la società veneta era diversa: "Almeno nelle proprie abitudini - conclude Bettin - un tempo nei piccoli paesi si poteva decidere non dico di tenere la porta aperta, ma quasi. Tanto forti erano i rapporti di vicinato. Ora invece è proprio in quei luoghi che la paura ha attecchito maggiormente. Perché questo tipo di rapine violente sono avvenuti proprio in questi luoghi, e in un modo "predatorio" prima sconosciuto da noi".
 

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