Blitz di protesta al banchetto di Costa Crociere al Career Day di Ca' Foscari

Giovedì mattina gli attivisti del Collettivo Lisc hanno fatto irruzione nella sede dell'Ateneo contro precariato e stage: "E' l'economia della promessa, noi chiediamo tutt'altro dal lavoro"

Blitz del Collettivo universitario Lisc giovedì mattina a Ca' Foscari, in occasione dell'undicesima edizione del Career Day. Si tratta dell'evento che ha come obiettivo agganciare la domanda di lavoro con l'offerta, attraverso la presenza delle aziende del territorio e di multinazionali. Ed è proprio questa presenza "ingombrante" che ha indotto alcuni manifestanti a entrare nella sede dell'Ateneo e a irrompere nell'area dedicata ai colloqui srotolando dalla facciata del palazzo uno striscione con scritto "Ca' Foscari svende il sapere. Fuori le multinazionali dall'università". 

Blitz durante il banchetto

"Abbiamo voluto sanzionare e denunciare Costa Crociere e le altre multinazionali invitate da Ca’ Foscari - si legge in una nota del collettivo - Ci indigna che il nostro ateneo creda di poter sponsorizzare e promuovere lo sfruttamento dei suoi studenti da parte di aziende responsabili, tra le altre cose, del cambiamento climatico attraverso i modi di produzione capitalistici. Abbiamo deciso di colpire in particolare Costa Crociere chiudendone il banchetto in quanto giovani attivisti impegnati nella lotta ambientale contro le grandi navi a Venezia. La risposta alle esigenze di occupazione del nostro Paese è quindi, secondo il nostro ateneo, promuovere posizioni da stagista, lavori sottopagati, contratti ridicoli".

"Ca' Foscari come agenzia interinale

Secondo i promotori della protesta Ca' Foscari si ergerebbe "ad agenzia interinale, veicolando e promuovendo politiche occupazionali che, studi scientifici alla mano, comportano fortissimi disagi sociali, oltreché economici". "Nessuna soluzione si prospetta per la nostra città e per il suo futuro - hanno sottolineato - Ca'Foscari non deve essere complice di tutto ciò e finché lo farà noi torneremo a far sentire la nostra voce. Non smetteremo di rivendicare l'università come spazio di costruzione di un sapere critico e socialità: il nostro ateneo non è una vetrina per aziende schiaviste ed inquinatrici".

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